Esorcismo, prostituzione e violenza sessuale su minori disagiati: arrestate 3 persone

Tre persone sono state arrestate stamattina a Montelepre dai carabinieri. Si tratta di Salvatore Randazzo, di  Carini, 62 anni, e Martina Spinnato, anche le di Carini (Pa), di 20 anni. Ai domiciliari invece è andato il nipote del bandito Salvatore Giuliano, Giuseppe Sciortino, di Montelepre 71 anni. Sciortino è accusato di aver favorito l’attività di prostituzione che si consumata all’interno della struttura ricettiva di Montelepre da lui di fatto gestita. All’uomo viene contestato il reato di “violenza sessuale aggravata continuata per aver indotto a consumare rapporti sessuali con lui (anche in cambio di regalie di modesto valore) una donna affetta da gravi disturbi psichici e ricoverata presso una struttura sociosanitaria semiresidenziale”.“

Pesanti dunque le accuse nei confronti dei tre: sfruttamento della prostituzione, violenza sessuale su minori provenienti da ambienti socioeconomici disagiati e anche esorcismo. Uno di loro infatti ” si proponeva come un esorcista accreditato dal capitano dell’Arma dei Carabinieri, ed eseguiva riti catartici per intimorire le proprie vittime sino a condizionarne le scelte, affermando, tra l’altro, di essere in grado di comunicare con i defunti, di scagliare anatemi ed esercitare poteri oscuri. Attraverso tali dissimulazioni artificiose, l’indagato riusciva a sfruttare lo stato di prostrazione psicologica in cui riduceva le proprie vittime per incidere sulla capacità di resistenza alle sue richieste sessuali o economiche (soddisfatte anche attraverso la corresponsione di regalie anche di modestissimo valore) ed indurle, in alcuni casi, ad avere rapporti sessuali contro la loro volontà”.

Le indagini condotte integralmente dal Comando stazione dei Carabinieri di Montelepre, coordinati dalla Procura di Trapani, sono iniziate nell’ottobre dello scorso anno e si sono sviluppate attraverso l’attività di intercettazione telefonica e delle conversazioni tra presenti registrate a bordo dei veicoli in uso agli indagati, nonché grazie all’attività di escussione testimoniale calibrata in relazione all’assetto variabile dell’attività di intercettazione.

Le risultanze investigative hanno permesso di ricostruire il modus operandi adottato dagli indagati per conseguire indebiti profitti ovvero prestazioni sessuali anche attraverso violenza fisica o psichica nei confronti di persone offese tutte appartenenti ad un contesto socio – culturale particolarmente arretrato.

La donna indagata destinataria della misura cautelare dell’arresto in carcere, oltre a rispondere del reato di corruzione di minore nei confronti di un ragazzo di età inferiore ad anni 14, ha concorso, unitamente all’indagato principale, nelle condotte di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, attraverso l’individuazione di giovani ragazze da avviare all’attività di prostituzione per poi appropriarsi in alcune circostanze di parte del denaro corrisposto dai clienti.