Birgi, botta e risposta fra Musumeci e Tranchida: ai ferri corti sindaco e presidente

La madre di tutte le battaglie è sempre lei, ovvero la “questione aeroporto” che continua a dividere, unire, accendere gli animi e talvolta a spegnere le speranze. Ma come sempre accade in questi casi, fra un “botta e risposta” e due sagaci battute fra “potenti”, a farne le spese sono sempre i cittadini che hanno bisogno di “volare” in tutti i sensi. Continua la (appassionante?) querelle fra il sindaco di Trapani, il plurivotato ed acclamato Giacomo Tranchida

Tranchida

e il presidente Nello Musumeci, fondatore anche, tra l’altro, del movimento politico Diventerà Bellissima che già nel nome contiene speranze e aneliti verso ciò che potrebbe essere ma che ancora evidentemente non è, ed appare tuttora come un percorso “in fieri”, irto e periglioso, come direbbero i letterati. Musumeci

musumeci

e Tranchida iniziano a battibeccare lunedì, durante l’incontro propedeutico alla formazione di un tavolo tecnico in vista dell’incontro fra lo stesso presidente della regione siciliana e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Il summit in effetti è avvenuto ieri mattina, martedì, ed è servito a rimarcare le posizioni di tutte le parti in causa. Musumeci auspica la fusione fra i due aeroporti e Orlando, chiede garanzie e chiarezza sulle modalità che traghetteranno Birgi e Punta Raisi ad essere “una cosa sola”. Gesap e Airgest insomma, devono maritarsi ma ognuno vuol sapere la dote dell’altro e in questo caso, in svantaggio è Birgi. Ma mentre i due sposini contrattano e valutano il corredo, Musumeci e Tranchida trovano il tempo di litigare. Come già riportato in un articolo (leggi qui) Musumeci rivolge accuse pesanti a Tranchida e lo bolla con un denigrante epiteto. Lo definisce “indegno” e Tranchida, da gran battagliero che è, gli replica per le rime e si difende come può e come crede, disotterrando “l’ascia da guerra”. Il movimento Diventerà Bellissima, risponde con una compatta levata di scudi, difende il presidente”fondatore” e dirama un comunicato di questo tenore:
Abbiamo sentito e letto qualche comunicato che fa evidenziare chiaramente una vergognosa strumentalizzazione politica. In particolare quella del sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, che, in quello che dichiara dimostra una pesante caduta di stile e una colpevole mancanza di  rispetto per le istituzioni. Il suo, probabilmente, è un tentativo inutile, perché davvero senza alcuna possibilità di riuscirvi, di far dimenticare le reali responsabilità politiche di chi negli anni passati ha determinato la grave crisi dello scalo di Birgi. E ancor peggio, senza dare la corretta informazione dell’ efficace impegno del Presidente Musumeci col Comitato appositamente costituito, e magari concedere la massima disponibilità atta ad appoggiare questo costante insistito operare che porterà sicuramente alla soluzione del problema. Non è di sicuro alzando i muri che si risolvono i problemi”.

Caduta di stile per caduta di stile, Tranchida a sua volta, rifiuta l’invito di Musumeci a partecipare alle celebrazioni del 73esimo anniversario dell’Autonomia Siciliana (15 maggio 1946). E anzi, rincara la dose, col suo stile secco e tagliente, ben intenzionato a non lasciarsi intimidire:

Birgi deve tornare a volare. Non è più tempo di stare a parlare. 
È dallo scorso settembre che prima il Sindaco Pagoto nella qualità di Presidente del Distretto Turistico ed ancora in gennaio al Libero Consorzio alla presenza dello stesso Presidente della Regione e poi, al pari anche dell ‘Ass.re Rosalia D’Ali nella qualità di neo Presidente del Distretto Turistico agli Stati Generali sul Turismo di Erice, che sollecitiamo il Governo della Regione a determinarsi nello sciogliere il nodo del sistema aeroportuale migliore (Palermo e in subordine Catania) così come per il potenziamento del servizio pubblico di collegamento dall’aeroporto di Palermo con le destinazioni turistiche del trapanese, nonché per la liberalizzazione del servizio di trasporto Turistico, onde più agevolmente facilitare i collegamenti in vista della crescita / destinazione Trapani West Sicily. Decine gli incontri anche “privati” presso l ‘aeroporto di Palermo per sollecitare Orlando e i vertici Gesap cosi come a Marsala non facendo certo sconti politici. Tanto non per cercar medagliette ma per sottolineare iniziative plurali e corali spinte nella stessa direzione e così rispondere al corale malessere socio economico del comparto trapanese ormai agonizzante ed in ultimo organizzato col movimento civico trasversale #SeVoloVoto. Nessuna logica di
schieramento o contrapposizione politica dunque, se non quella di tutelare gli interessi veri del territorio e delle comunità trapanesi. Questa è la mia visione politica. Ho contestato inerzia e miope visione strategica nel settore in passato al governatore Crocetta, non ho fatto sconti con la melina a Orlando ne posso oggi farli, dopo ben 9 mesi senza che nulla di nuovo partorisca, all’attuale Presidente della Regione. Tanto porta quest’ultimo minacciosamente a considerarmi indegno ?!Al netto che della vicenda se ne occuperà l’autorità competente in conseguenza di mio esposto denuncia, sappiano dalle parti di Diventerà Bellissima che io non ho mai avuto ne padrini, ne padroni, tranne al meglio cercare di servire gli interessi legittimi delle comunità che ho avuto l’onore di amministrare, come oggi Trapani, difendendo e sostenendo le attese degli operatori e dei lavoratori, oggi sul lastrico e disoccupati.Temo comunque che da parte di taluni, tra i vertici di Diventerà Bellissima, non vengono sufficientemente presi in considerazione e, francamente me ne dispiaccio, tali istanze dei cittadini. Il Partito del Territorio è stato e sarà sempre il mio 1° partito , così come la coalizione che oggi governa la città di Trapani è tenuta in primis a sostenere.Chi vuol fare polemica politica la faccia io miro a perseguire la concretezza dei risultati e di certo non mi lascerò intimidire

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