La munnizza in piazza: scene di ordinaria sporcizia a Marsala

L’amministrazione ha fallito. La raccolta dei rifiuti differenziati è stato un colossale flop. L’amministrazione è caduta proprio sulla spazzatura che invece, paradossalmente, avrebbe potuto rappresentare la “consacrazione”di un’amministrazione che sull’ecologia e sulla raccolta differenziata aveva puntato tutto.

Un flop, dunque, un madornale errore sfuggito di mano perchè la città è sporca, lercia, polverosa, abbandonata al suo declino. Basta aggirarsi per le vie della città, sia in centro che in periferia, per non parlare delle campagne, (piene di plastiche e sacchetti di spazzatura lasciati in ogni angolo)e si resterà a bocca aperta ( ma non apritela troppo perchè entrano le mosche attratte dalla munnizza sparsa ovunque) nel vedere come si è ridotta questa città. Certo è colpa degli incivili irriducibili “cittadini” che lasciano i sacchetti ovunque quasi per reazione a un sistema farraginoso che prevede l’esposizione dei mastelli serali, (gesto che non tutti possono o vogliono fare, pensate agli anziani che non ce la fanno a scendere il pesante contenitore sotto casa o a chi proprio non vuol saperne di rimettere in casa un mastello lurido che ha passato la notte fuori!) ma è anche vero che certe strade, certe piazze, come il “caso” di cui ci occupiamo adesso, non sono proprio tenute in considerazione da parte degli addetti alla pulizia.

Da mesi, Piazza del Popolo, la piazza dove c’è la stazione degli autobus, è sommersa dalla spazzatura. I sacchetti, le bottiglie di vetro e di plastica, vuote, gettate a terra dopo l’utilizzo, sono l’emblema dell’abbandono, del fallimento di un metodo assurdo, complicato, forse inadatto ad una città come questa.

Ci chiediamo dove sono finiti i “barricaderi” dell’ecologia, i battaglieri sostenitori ambientalisti. Pensiamo alla “pasionaria” consigliera comunale Linda Licari che potrebbe certamente sollecitare il vicesindaco Agostino Licari, promotore ed autore di questa “bella e rivoluzionaria” raccolta differenziata.

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