Scandalo all’Università di Palermo: condannate 13 persone per esami comprati

Sono 13 le persone condannate, due ex dipendenti dell’Università e undici studenti. Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Amelia Luise, bastava pagare per avere sul proprio piano di studi esami mai sostenuti, senza presentarsi davanti ai professori. Le indagini sono durate tre anni dal 2007 al 2010. L’inchiesta è nata dalla denuncia di Rosabala Volpicelli, ex dipendente dall’ateneo, licenziata a seguito dell’indagine, che raccontò ai poliziotti di essere stata avvicinata e minacciata da alcuni studenti universitari. Davanti ai pubblici ministeri Sergio Demontis e Amelia Luise, gli stessi studenti hanno ammesso le loro responsabilità e la verifica degli accessi pirata nel cervellone elettronico dell’Università dei quali rimane una traccia indelebile visto che vengono effettuati con una password.

Il tutto accedeva nelle facoltà di Economia, Architettura e Ingegnetria.

Queste le pene:

  • Rosalba Volpicelli 8 anni, (ex dipendente dell’Ateneo)
  • Ignazio Giulietto 2 anni e sei mesi (ex dipendente dell’Ateneo)
  •  Giuseppe Gennuso (3 anni),
  • Giuseppe Ciciliato (2 anni),
  • Andrea Tomasello (3 anni e 8 mesi),
  • Caterina Guddo (2 anni),
  • Alexandra Ntonopolou (5 anni),
  • Carlo Gaglio (2 anni),
  • Giuseppe Capodici (1 anno e sei mesi),
  • Francesca Pizzo (2 anni),
  • Walter Graziani (5 anni),
  • Paolo Coviello (2 anni),
  • Nunzio Fiorello (3 anni).  

Uno solo è stato assolto, si tratta di Riccardo Della Vecchia(difeso dall’avvocato Emilio Chiarenza), mentre è stata dichiarata prescritta la posizione di Ilenia Messina. L’Università, che si era costituita parte civile, avrà risarcito il danno.

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