“A Marsala la raccolta differenziata è al 70%”: parola del vicesindaco (ma ci è o ci fa?)

E il restante 30% è per strada, in ogni angolo, in ogni anfratto, dietro ogni cespuglio, sparso sui marciapiedi. Questo viene da pensare ascoltando le veementi affermazioni del vicesindaco di Marsala, Agostino Licari

che forse abita in un’altra città e non si rende conto di quanto accade a Marsala. E’ un vicesindaco “forestiero” questo Agostino Licari che sciorina “dati ufficiali” in possesso soltanto di lui e che prende da chissà dove. A guardare le strade lilibetane, il quadro è ben diverso da quello descritto dallo straniero vicesindaco con Deleghe Assessoriali al Bilancio e Finanze Tributi Patrimonio N.U.. Affari Generali e Legali Personale Sistemi Informatici, Telecomunicazione Rapporti con il Consiglio Comunale e Spending Review. Licari lo ha affermato durante la discussione in sede di consiglio comunale del D.U.P. acronimo di Documento Unico di Programmazione propedeutico all’approvazione del bilancio comunale definitivo. Agostino Licari parla dunque di successo, di risultati al di sopra di ogni aspettativa ma evidentemente non gira per le strade marsalesi.

Quartieri invasi dalla spazzatura, strade sporche, munnizza spalmata sui marciapiedi e lui non se ne accorge. Questa nuova raccolta differenziata non è stata gestita bene fin dall’inizio. Farraginoso il sistema di distribuzione dei mastelli, complicato tenerli in casa questi contenitori, difficile pulirli per chi abita in centro e rientrarli in casa sporchi, infangati, imbrattati di percolato. Senza contare lo “Spettacolo” indigesto nel vedere questi contenitori multicolor esposti sui marciapiedi.

E inoltre, per ottenere i mastelli, è stato necessario dimostrare di essere in regola con il pagamento della Tari, la “tassa della munnizza”. Gli evasori ovviamente si sono ben guardati dall’andare ad autodenunciarsi e molti hanno preferito rinunciare ai mastelli. Non è certo che ad abbandonare i rifiuti per strada siano soltanto gli evasori sprovvisti di mastelli ma è certo che anche chi era in regola e li ha avuti, non li utilizza perchè non può lavarli in casa. Un pò di autocritica ed umiltà non farebbe male ad Agostino Licari.

Ammettere di avere sbagliato lo renderebbe più vicino e simile ai marsalesi, ai suoi concittadini, agli elettori che hanno votato il sindaco e di conseguenza hanno fatto sì che lui venisse nominato vicesindaco ed assessore.

Nella vicina Mazara del Vallo, la raccolta differenziata iniziata un anno fa, prosegue bene. Non è stato necessario mostrare di essere in regola con i pagamenti della tassa nelle sedi dove erano distribuiti ( 18 per l’esattezza, sparsi in tutta la città) e non ci sono orari così severi nell’esposizione della spazzatura.

Evidentemente quello che invece premeva agli amministratori marsalesi era “stanare” in modo “semplice” gli evasori ma non hanno fatto i conti con “l’ingegno” locale” che semplificando di gran lunga le cose, abbandona ovunque i sacchetti maleodoranti. Crediamo invece sia doveroso non soltanto tenere pulita la città nel rispetto di sè stessi e di tutti ma anche di rendere “facile” il procedimento della raccolta della spazzatura.

L’amministrazione, inoltre, mostra disinteresse anche per i suoi lavoratori. Gli operai di Energetika Ambiente addetti all’isola ecologica della zona balneare “Signorino” sono costretti a rincorrere un pò d’ombra in riparo dal sole cocente, spostando la sediolina di plastica a ridosso dei grossi autocompattatori. Non c’è nessun WC e se scappa loro la pipì ( fa pure rima) vanno dietro gli alberi. con buona pace del diritto alla tutela della salute del lavoratore.

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