Paradosso marsalese: spreco di denaro ed abusivismo edilizio per la “nuova” Isola Ecologica

La “vecchia” Isola Ecologica dell’ex Salato al Lungomare Boeo in effetti aveva superato ogni limite di decenza. Oltre ad essere anch’essa abusiva, era sporca, polverosa, puzzolente, invivibile sia per gli operatori ecologici che ci lavoravano, immersi nei nauseabondi miasmi della spazzatura, sia per i cittadini che “civilmente” andavano a conferire direttamente lì la spazzatura differenziata. E così, quando finalmente il Comune decise di smantellare quella putrida ed indecente struttura “raccogli munnizza” tutti indistintamente plaudemmo all’iniziativa, salutandola come una “cosa (finalmente) civile”.

Nei giorni scorsi, operai al lavoro, hanno smantellato la casetta di legno dove alloggiavano gli operatori ecologi, rimossi i grandi cassonetti che contenevano la spazzatura e recintato l’area. Naturalmente, i cittadini che conferivano all’Isola Ecologica hanno dovuto “inghiottire” il disagio” e sorbirsi, oltre alla puzza della spazzatura, anche l’ “odore” del carburante degli autocompattatori sempre accesi. Il paradosso dunque, dov’è? E’ tutto nel cemento usato per realizzare il pavimento della “nuova” Isola ecologica. Secondo la legge n. 431 dell’ 8 agosto 1985, nota come legge Galasso dal nome del proponente Giuseppe Galasso)

che ha introdotto a livello normativo una serie di tutele sui beni paesaggistici e ambientali, e che è stata integrata nel codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, non si può edificare a meno di 300 metri dalla costa. Il cemento non è dunque adatto all’amovibilità prevista dalla legge e dunque si tratterebbe di un abuso edilizio bello e buono. Ventiseimila euro buttati via per realizzare l’ennesimo paradosso marsalese? Senza contare che fra 15 giorni dovrebbero iniziare i lavori del tanto agognato porto turistico e proprio dove adesso c’è l’Isola Ecologica, dovrebbe essere realizzato l’ingresso del Marina Yachting Resort. Forse il comune avrà raggiunto un accordo con la MYR che ha la concessione di un territorio demaniale e che permette dunque all’Isola Ecologica di star lì per un paio d’anni, momento in cui dovrà sloggiare per ovvi motivi strutturali. Nel cartello affisso sulla recinzione dei lavori che hanno cementificato l’area è indicata soltanto ditta che sta eseguendo i lavori, ma non c’è alcun riferimento ad autorizzazioni rilasciate da Capitaneria e Soprintendenza.

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