Welcome to Marsala, dove l’operaio insegue l’ombra e trattiene la pipì

Il cartellone pubblicitario che campeggia maestoso annunciando il benvenuto ai turisti con tanto di cuore “Rosso Marsala” il colore emblema della città del vino che ha ispirato stilisti, enologi, grafici e poeti, svolge la sua mansione primaria, di salvifica utilità, di sopravvivenza e ristoro per la salute degli operai addetti all’Isola Ecologica del Signorino. Serve a fare ombra in sintesi, a proteggersi dagli impavidi ed impietosi raggi del sole e difatti l’operaio sposta la sediolina in plastica in funzione del Dio Sole. Man mano che l’ombra si allunga, lui, l’operaio, sposta la sedia cercando un pò di sollievo al caldo. Perchè un operaio addetto a ricevere la spazzatura prodotta dai marsalesi deve vivere in queste condizioni?

A guardar bene non c’è neanche un WC chimico dove eventualmente espletare i suoi bisogni. Può trattenere la pipì ad esempio se c’è troppa gente intorno e cercare poi magari un cespuglio pudico. Quel cartellone dà il benvenuto e nello stesso tempo indica cosa è la città che il turista si accinge a visitare. Un luogo bello ma raffazzonato, senza organizzazione nè programmazione di opere e intenti. Benvenuti a Marsala suona un pò in farsetto, una sbeffeggiante litania che contraddice l’auspicio annunciato con tanto di sensuale logo. Anche se la raccolta della spazzatura è gestita da una ditta privata, ci chiediamo perchè l’amministrazione comunale non sorvegli sull’operato di chi eroga, per suo conto, un servizio alla città. Chi dovrebbe tutelare la salute dei lavoratori dov’è, cosa fa?