Fratel Biagio Conte si rimette in cammino: la bella lettera video del medico volontario Enrico Alagna

Il medico volontario Enrico Alagna, da tempo impegnato nell’aiuto e nel sostegno della Croce Rossa a Palermo che si occupa dei senzatetto, dei bisognosi e dei diseredati, ha mandato alla nostra redazione una bella lettera in cui ci dà notizie di Fratel Biagio Conte, il missionario laico fondatore della Missione benefica “Speranza e Carità”.

Enrico Alagna

Spesso ci siamo occupati delle straordinarie azioni di quest’uomo mite e forte che riesce a catalizzare intorno a sè molti volontari capaci di portare un pò di serenità e sollievo ai poveri, ai dimenticati, agli afflitti, agli ultimi. Biagio è tornato dalla montagna in cui si era ritirato in preghiera e ora, più forte che mai ha deciso di intraprendere il suo cammino in mezza Europa, un percorso che lo condurrà fino in Belgio, a Bruxelles sede del Parlamento Europeo, simbolica meta spesso troppo distante dalle esigenze reali della nostra terra. Eccola lettera del dottor Enrico Alagna che pubblichiamo per intero

Fratel Biagio Conte, il missionario italiano laico che ha dato vita alla “Missione di Speranza e
Carità”, per cercare di rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della sua
città natale, Palermo, decide di rimettersi in cammino perché sente di vivere l’esperienza di
emigrante italiano che diventa immigrato nei paesi stranieri. Attraverserà luoghi da sempre
conosciuti per noi italiani come luoghi di emigrazione e di immigrazione. La Liguria, Milano, la
Svizzera, la Germania, il Belgio.
Solo qualche mese fa, Fratel Biagio, ha terminato il suo lungo periodo di digiuno, una forma di
protesta in un luogo simbolo della città, piazza Padre Pino Puglisi, ex Anita Garibaldi, dove abitava
e dove venne ucciso dalla mafia il beato don Pino Puglisi, perché ha ritenuto una profonda
ingiustizia un decreto espulsivo pervenuto al giovane Paul Yaw, idraulico e tuttofare della Missione
di Speranza e Carità, ormai in Italia da più di 10 anni.
Paul Yaw ha vinto. E con lui Biagio Conte, la Missione Speranza e carità e tutta la città che non ha
mai mollato la battaglia per fare ottenere all’idraulico ghanese il permesso di soggiorno. La Terza

Sezione del Tar di Palermo, con un’ordinanza collegiale, ha infatti confermato il decreto del 14
maggio, accogliendo la richiesta di sospensione del provvedimento di archiviazione della domanda
di permesso di soggiorno emesso in danno di Paul Yaw. Il Tar, ancora una volta, ha evidenziato la
sussistenza di un danno grave e irreparabile per il migrante e ha sospeso così il diniego di permesso
di soggiorno.
La Missione ha poi continuato il servizio a favore degli ultimi, per i tanti Paul che vivono
emarginati ed esclusi, anche perché vittime di una burocrazia sfiancante che penalizza e condanna
la dignità delle persone. La grande solidarietà che ha travolto la Missione di Fratel Biagio dovrebbe
indurci a una riflessione comune sulla necessita di un forte e trasversale intervento legislativo a
tutela dei diritti umani dei migranti, soprattutto dei tanti Paul, che vivono onestamente e integrati,
introducendo meccanismi di regolarizzazione permanente, in presenza di idonei requisiti.
Nella giornata di ieri sera, Fratel Biagio ha lasciato Palermo imbarcandosi nel traghetto Palermo
Genova. Sente di vivere l’esperienza di emigrante italiano, attraverserà luoghi come la Svizzera, la
Germania, il Belgio, i cui confini, nei decenni scorsi, sono stati sempre terra di passaggio per una

moltitudine di popoli di diversa etnia, razza e religione.
Prima di partire ha lasciato uno scritto che vi riporto qui di seguito: <<Messaggio per i religiosi, le
famiglie, i volontari, i benefattori, le istituzioni, le forze dell’ordine, i giornalisti, i professionisti, gli
artisti, le associazioni. In questo prezioso silenzio e abbandono alla montagna Dio non mi ha
abbandonato dandomi un forte messaggio che è doveroso comunicarlo.
Profondamente umiliato e tristemente sofferente nel più intimo del mio cuore mi preparo ad andare
via dall’Italia come un esiliato, ma come cittadino italiano anch’io mi faccio e mi rendo
un’emigrante, come tantissimi emigranti umiliati nel passato e che fino ad oggi continuano ad
andare via dall’Italia.

Sento nel mio cuore questa voce: andare e portare nelle prove e nelle persecuzioni il prezioso
messaggio di pace e di speranza affinché si possano scuotere le dure coscienze, aprire i cuori duri,
le contorte menti di tanti uomini e donne che ancora oggi sono lontani dalla verità, dalla giustizia e
dalla pace.
E dove mi recherò in tale città, paese e nazione sarò anch’io un immigrato, uno straniero in terra
straniera così finalmente potrò condividere ed essere solidale con i tanti fratelli e sorelle emigranti e
con i tantissimi fratelli e sorelle immigrati di tutto il mondo.

Non accetto le ingiustizie e la divisione dei popoli, l’intolleranza e le discriminazioni. Ma spero in
un mondo migliore affinché ognuno di noi possa contribuire ad essere costruttore di vera giustizia e
di vera pace.
Prenderò anch’io la barca, il traghetto come gli emigranti del passato e gli immigrati di oggi, da
Palermo fino a Genova e poi continuerò a piedi in preghiera e penitenza fino al confine con
l’Europa portando nel cuore e per iscritto i veri diritti umani e il vero umanesimo. Attraverserò
nuovamente la regione Liguria e la Lombardia passando dal Duomo di Milano dove dedicherò una
preghiera per tutti i popoli, per l’uguaglianza, la pace, la speranza e per una vera fratellanza.
Poi passerò recandomi al comune di Milano, alla regione, al governo per un saluto ricco di giustizia,
di pace e di speranza affinché l’Italia ritorni ad aprirsi e ad essere nuovamente più solidale. Poi a
piedi entrerò in Europa e nei vari stati e nazioni, mi recherò al Parlamento Europeo comunicando il
prezioso dovere e impegno nel costruire la tanto attesa Unione Europea e al più presto quella
mondiale per costruire così tutti insieme un mondo migliore nel rispetto di tutti gli esseri umani,
dell’ambiente e della natura.
Pace e Speranza
Fratel Biagio
Piccolo servo inutile>>
Ed anche io, come Fratel Biagio mi appello ai tanti amici attivisti, ai tanti politici a ciascun livello,
consiglieri, parlamentari, europarlamentari: con alcuni di voi ho condiviso ideali, progetti,
battaglie.
Ora, non vi nascondo che faccio fatica a comprendere alcuni vostri commenti, alcune vostre
affermazioni, alcuni vostri silenzi, alcuni vostri imbarazzi.
Dinanzi la soddisfazione di Matteo Salvini, contento di aver cacciato qualche mese fa 393

immigrati intercettati dalla guardia costiera libica e di averli rispediti in Libia, contento di aver
ostacolato l’attracco delle ONG, al porto di Lampedusa, per settimane e dinanzi le parole di Luigi
Di Maio che chiede all’Olanda, alla Francia e agli altri stati europei di farsi carico dei migranti
salvati da Sea Watch, Mediterranea, Open Arms, vedo molti di voi annaspare, tacere imbarazzati,
oppure ripetere come un mantra “ma prima era peggio”.
Sapete benissimo che se prima i governi hanno fatto del male, questo non giustifica che questo
governo stia facendo errori che ci riportano indietro nel tempo. Esistono leggi giuste e meno giuste.
I militanti della memoria ricorderanno gli effetti che i provvedimenti varati dalla Germania nazista,
negli anni trenta e quaranta del Novecento, hanno avuto sul mondo intero. Erano leggi di uno stato
ma leggi ingiuste, inumane, utilizzati, nel pieno regime nazionalsocialista, principalmente contro gli

Ebrei, e in parte verso popolazioni non stanziali come Rom, Sinti, Jenisch.
Ribelliamoci a questa politica disumana nelle sedi opportune.
Riapriamo i porti e accogliamo i migranti, poi magari operiamo meglio per la creazione dei corridoi
umanitari. Ma non obblighiamo le ong a giungere in Francia o in Olanda via mare; le condizioni
meteorologiche, non sempre favorevoli, potrebbero mettere in serio pericolo la vita di questi fratelli,
esseri umani, con la sola colpa di essere cresciuti in stati, ancora oggi, disgraziatissimi.

Ci stiamo lasciando convincere che gli immigrati sono i nemici da abbattere, quelli che minano
fortemente gli equilibri interni del nostro paese e della nostra Europa.
“Ci pensa la Guardia costiera libica a salvare i naufraghi” rassicura Matteo Salvini. Ma quanto
affidamento si può fare su una Guardia costiera che nulla ha da obiettare sul trattamento inumano

che queste persone ricevono nei campi d’accoglienza in Libia, a poche decine di metri da dove si
imbarcano per l’Europa.
Quanto affidamento si può fare su una Guardia costiera indagata dalla Corte dell’Aja per crimini
contro l’umanità a danno dei migranti;
Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) sono più di diecimila i migranti
rinchiusi in 20 centri di detenzione sovraffollati e in condizioni estreme. Sono tutti migranti salvati
in mare o bloccati, prima di salpare, dalla Guardia costiera libica e a ogni salvataggio le carceri
traboccano. Questo ci sembra umano?

Respingere donne incinte e minorenni, chiudere i porti si prefigura come una violazione del testo
unico sull’immigrazione e della Convenzione europea sui diritti dell’uomo. Stiamo violando le
norme. Stiamo violando i principi del Diritto Internazionale Umanitario, stiamo diventando dei
mostri.
“Ma l’Europa si comporta anche peggio di noi!” e su questo avete ragione.
I leader europei continuano a rimpallarsi i migranti come fossero fastidiose zecche, impegnandosi
in “accordi” tutti tesi ai respingimenti.
Negli ultimi anni l’Europa, con i nostri soldi, ha speso centinaia di milioni di euro per dotarsi di
droni, visori notturni, barriere, muri, programmi di ricerca per tenere lontani i migranti, non facendo
altro che aumentare il traffico di esseri umani, la criminalità e l’insicurezza.

Con molti meno soldi e molta più umanità si sarebbero potuti aprire corridoi umanitari, costruire
ponti umanitari, permettere la libera circolazione dei migranti, si sarebbe tolta linfa alle mafie e ai
trafficanti e con opportuni programmi di accoglienza si sarebbe permessa una positiva integrazione.
“Aiutiamoli a casa loro!” altro chiodo fisso. D’accordissimo, quindi smettiamo di vendere armi ai
loro dittatori, di sfruttare la loro manodopera, le loro miniere; voi scienziati in tema di
immigrazione avrete sentito il trattamento che la Francia e la Cina riservano ai minatori del Congo.
E infine ricordiamoci che per aiutarli a casa loro dobbiamo cambiar vita a casa nostra, facendo a
meno di un po’ del nostro “benessere”.
Non esiste alcuna emergenza, alcun massiccio flusso migratorio che possa, neanche e lontanamente,

giustificare il comportamento – inaccettabile – del governo italiano.
Le ONG in mare hanno svolto e continuano a svolgere un’attività importantissima, di grandissimo
valore umano, quelle stesse ONG che dopo anni di inchieste e insinuazioni, risultano pulite, senza
nessun indagato.
Mi dissocio dalle prese di posizione dei nostri politici. Il vostro modo sprezzante di parlare di
persone, come se fossero cose, non è accettabile.
NON PARLATE IN MIO NOME