Esclusiva Aeroporto Birgi, Ombra: «Musumeci mi ha chiamato e domani ci incontreremo»

«Non ho nè pozioni magiche nè bacchette magiche. Ho tanta voglia di lavorare e una lucida follia»

Proprio mentre l’imprenditore Salvatore Ombra ieri pomeriggio ci stava rilasciando l’intervista, il presidente siciliano Nello Musumeci lo ha chiamato al telefono rispondendo al suo appello di qualche settimana fa ed abbiamo assistito in diretta alla bella ed attesa novità. Ci sono dunque ottime notizie che bollono in pentola e che fanno ben sperare per il futuro dell’aeroporto di Birgi? Di certo sappiamo che Salvatore Ombra, notissimo imprenditore marsalese ed ex presidente Airgest negli anni in cui

l’aeroporto “Vincenzo Florio” ha raggiunto l’apice del suo splendore con 2 milioni e passa di passeggeri annui, incontrerà Musumeci oggi, giovedì 11 luglio, (o al massimo domani), avendolo dichiarato in anteprima esclusiva al nostro giornale. Qualche settimana fa, Salvatore Ombra infatti si era autocandidato (a titolo gratuito) a riprendere in mano le redini dell’Airgest, la società che gestisce l’aeroporto, mettendo a disposizione del presidente Musumeci la sua innata capacità e l’annosa esperienza per tentare di risollevare lo scalo trapanese dalla crisi profonda in cui è attanagliato. Cosa si diranno i due forse segnerà la svolta epocale che tutti in provincia attendono. Lo scalo trapanese ha rappresentato l’indimenticabile boccata d’ossigeno per un’economia territoriale da sempre annaspante. Abbiamo rivolto al dottor Ombra, ex presidente Airgest ( ma forse fra poco non sarà più ex) qualche domanda in merito alla strategia che intende mettere in campo se sarà confermata la sua autocandidatura.

Salvatore Ombra, lei ha dichiarato in una recente intervista che non crede nella fusione fra i due aeroporti “occidentali” ovvero fra Punta Raisi e Birgi. Questa sua dichiarazione è in contrasto con quello che è il comune sentire e anche con quanto invece ha in mente Musumeci che addirittura “sogna” un’unico polo aeroportuale siciliano.

«Le condizioni affinchè ci possa essere un polo unico attualmente non ci sono. Birgi è in crisi e non è conveniente per Palermo adesso acquisire un’aeroporto in queste condizioni. Significherebbe avere un esborso economico non da poco senza pensare alla difficile gestione attuale. Il valore economico di un aeroporto è determinato dal traffico e dalla presenza dei passeggeri. Birgi in questo momento ne ha pochissimi, credo intorno ai 300 mila annui. Se ne avesse 2 milioni, come ai bei tempi d’oro, comprende bene che sarebbe appetibile. Allora avevo proposto io un accordo fra i 2 aeroporti ma eravamo in crescita e di certo non in crisi. Non credo comunque nelle fusioni fra gli aeroporti quanto nei sistemi aeroportuali. Avere un unico sistema aeroportuale siciliano è come parlare di fantascienza. Mettere insieme addirittura 2 aeroporti come Punta Raisi e Fontanarossa a Catania tanto distanti fra loro e farne un insieme la vedo come un’impresa difficile. Avere invece 2 sistemi aeroportuali differenti, uno occidentale che comprenderebbe Birgi, Palermo e Pantelleria e uno orientale con Comiso, Catania e Lampedusa, questo sarebbe un fatto assolutamente positivo. E’ difficile una fusione fra società completamente private figuriamoci fra 2 pubbliche come lo sono Gesap e Airgest. Una fusione comunque fra i 2 non risolverebbe nell’immediato il problema del nostro aeroporto».

Cosa risponde a chi sottolinea che invece converrebbe a Palermo una fusione in quanto fra poco sarà necessaria una costosa manutenzione delle piste dell’aeroporto. A causa dell’incremento del traffico aereo infatti, si vocifera della costruzione di una nuova pista al “Falcone Borsellino” dunque costi non indifferenti a tal punto che forse sarebbe più conveniente smistare voli su Birgi piuttosto che mettere mano a costosi lavori di ripristino o di costruzione.

«Il problema delle piste non si pone. Le porto l’esempio di Bergamo che ha una sola pista e fa 9 milioni di passeggeri con punte addirittura di 12 milioni. Molti aeroporti più grandi di Palermo hanno una sola pista. Palermo ne ha 2 grandi e una più corta. Non è dunque un problema di piste quanto di contenitore, di terminal e si dovrebbe porre, semmai, l’accento sulla gestione del traffico passeggeri. Adesso il problema è rilanciare Birgi che ha dimostrato negli anni scorsi di avere potenzialità immense che lo potrebbero portare fino ad avere 3 milioni di passeggeri. Non sto parlando di concorrenza fra i 2 aeroporti nonostante la vicinanza. Io ho sempre sostenuto la serena convivenza fra i 2 scali con un traffico ben gestito che sarebbe a vantaggio di tutti. Io sostengo la complementarietà fra i 2 aeroporti e questo non è a svantaggio di nessuno ».

Cosa manca nel nostro territorio, Ombra?

«Se la nostra provincia avesse i necessari servizi e parlo di un funzionante sistema ferroviario e un buon sistema intermodale , ovvero un sistema mette che insieme più tipi di mezzi di trasporto, faremmo un buon servizio al turista che arriva. Il problema dunque non è solo far arrivare il turista quanto smistarlo dall’aeroporto nelle città e dalle città negli altri luoghi che vuole raggiungere. Adesso il turista non può muoversi con fluidità. In Sicilia è ovunque così. Le due assi viarie, Catania Palermo e Messina Palermo che sono veramente malridotte ».

Dove ha sbagliato chi l’ha sostituita alla presidenza Airgest? Che errori hanno commesso i gestori che si sono avvicendati in questi ultimi anni?

« Non voglio esprimere giudizi. Certamente le persone che sono succedute a me sono professionisti responsabili e capaci. Non so se sia stato un problema relativo alla politica e dunque alle amministrazioni locali. Da 7 anni non sono più presidente e posso raccontare quello che ho passato io nel periodo in cui lo ero. Le posso raccontare della guerra quotidiana combattuta giornalmente per cercare di far capire alla politica quale fosse il vantaggio di avere una compagnia aerea come Ryan Air che aveva scelto il nostro territorio come hub ovvero come scalo di collegamento da e per destinazioni secondarie. Cosa sia successo dopo non lo so. Come i cda abbiano gestito il rapporto fra il territorio e l’aeroporto non lo so. Ribadisco però l’assoluto valore di chi si è susseguito in Airgest anche se i risultati non ci sono stati » .

Da dove bisogna ripartire, dottor Ombra?

«Ci sono ancora grandi possibilità per il nostro aeroporto. Si può ancora recuperare ma bisogna che tutti si mettano al lavoro ed ognuno faccia bene le propria parte. Occorre mettere da parte personalismi e campanilismi e tutto quello che danneggia un territorio. »

Cosa dirà a Musumeci quando lo incontrerà?

«Non ho nè pozioni magiche nè bacchette magiche. Ho tanta voglia di lavorare e una lucida follia. Senza questa lucida follia non avrei fatto l’imprenditore. Anzi questo caratterizza gli imprenditori del nostro territorio che continuano a investire qui e a credere nella nostra terra bellissima e martoriata. Farò certamente alcune proposte al presidente partendo da un cda che dovrà essere professionale secondo la mia visione di come intendo debba essere un consiglio di amministrazione, ecco. Proporrò un continuo contatto con il territorio e chiederò al presidente di farmi valutare se ci sono ancora le condizioni perchè questo aeroporto possa ancora salvarsi. Se non fosse così anche un bravissimo presidente potrebbe fare ben poca cosa. Non sopporto che Birgi sia ridotto così. Siamo fanalino di coda e questo mi fa piangere il cuore. E’ una sfida e mi piacerebbe vincerla. Siamo tutti senza paracadute per questo proporrò a Musumeci collaborazione di tutti altrimenti da questa strada non si esce. Quando ero presidente Airgest spiegavo sempre quanto fosse benefica la presenza di Ryan Air per il prodotto interno lordo della provincia ».

Perchè non si sono presentate altre compagnie aeree nell’ultimo bando?

«Questo bando non è stato considerato ricevibile evidentemente dalle compagnie. Perchè nonostante gli 11 milioni di euro messi per renderlo appetibile nessuno si è fatto avanti? Mi piacerebbe leggerlo con attenzione e capire perchè non è risultato attraente. Quel bando non doveva essere fatto dal comune di Marsala perchè non ha le competenze di aviotrasporto. Doveva essere fatto dall’aeroporto e da personaggi competenti che conoscono le dinamiche aeroportuali. Il bando però, ribadisco, non lo conosco. Se dovessi assurgere al ruolo di presidente cercherò di capire » .

Lo smarcamento dal comarketing di un comune come Trapani che in quanto commissariata, in quel tempo, ha declinato, per così dire, l’invito a versare il proprio contributo economico ha avuto un ruolo nella debacle ?

«Queste sono le brutte figure che annovero e che abbiamo fatto e di cui piangiamo ancora le conseguenze con RyanAir che aspetta ancora di riscuotere soldi dal comarketing con una forbice che va da 300 a 700 mila euro. Questo debito non ha giocato di certo a nostro favore. Ryan Air aspetta di essere pagata e come crede si comporti uno che deve riscuotere?»

Aspetta e non si fida?

«Sì » .

Nel malinconico amarcord, di un tempo prezioso che ha lasciato l’amaro in bocca e le mani vuote, la speranza di un cambiamento è l’unico appiglio.

Tiziana Sferruggia

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