Teatro Antico di Segesta: oggi e domani in scena “Le Donne al Parlamento”

Oggi Sabato  27 e domani Domenica  28 Luglio alle ore 19.45, all’interno della fortunata Rassegna teatrale “Dionisiache”, va in scena lo spettacolo “LE DONNE AL PARLAMENTO del commediografo greco Aristofane con la traduzione di Ettore Romagnoli e la regia di GIANCARLO SAMMARTANO.

Giorgia Trasselli

Nella magica atmosfera del “palco millenario” si esibiranno GIORGIA TRASSELLI, GIANCARLO RATTI, PAOLO FLORIS, TOMMASO SASSI, ELISA DE PAOLIS, MARIA BEATRICE GIOVANI, VANESSA LITTERA, ALISIA PIZZONIA, MARCO RINALDI, ALESSANDRO ZINNA, LUDOVICA ALVAZZI DEL FRATE.

scena e costumi di DANIELA CATONE Musiche di STEFANO MARCUCCI

Alcune donne, capitanate da Prassagora, stanche del malgoverno imperante ad Atene, si riuniscono a notte fonda per definire il loro piano: munite di bastoni, calzari e mantelli sottratti agli ignari mariti addormentati, con l’aiuto di barbe finte si recheranno per tempo all’Assemblea, occuperanno la maggioranza dei posti e, presentata la rivoluzionaria proposta – Il governo alle donne!- la faranno facilmente approvare. Sarà un terremoto politico, sociale e culturale. Di questo il pubblico sarà informato -insieme a Blèpiro, marito di Prassagora, rimasto a casa in mutande, da un certo Crèmete. I due, dopo l’iniziale sconcerto, convengono che la cosa avrà in fondo i suoi vantaggi: gli uomini privati sì del potere, saranno però liberi da impegni e potranno darsi alla dolce vita. Alla base del nuovo regime c’è il comunismo dei beni e delle donne: con l’abolizione della proprietà privata si eviteranno furti e rapine. Nessuno infatti avrà più interesse a rubare ciò che è anche suo. E con le donne in comune non ci sarà più certezza di paternità, cosicché ogni bambino, ogni ragazzo rispetterà come possibile genitore ognuno degli adulti. Inoltre il nuovo sistema decreta la parità assoluta tra le donne giovani e le vecchie, tra le belle e le brutte. Ne discende che ogni cittadino che voglia accoppiarsi con la giovane e bella che più gli aggrada, dovrà prima soddisfare la più brutta delle vecchie.