Al Tempio di Segesta la magia in musica: successo di Silvia Mezzanotte nella notte “dionisiaca”

Sua Maestà il Tempio di Segesta, si staglia immenso nella notte. Lo si intravede fra i rami degli alberi nella salita e man mano che ci si avvicina, il Luogo Sacro rivela la sua ineludibile Forza.

Vibra di magia, di energie inspiegabili, finchè, nell’ultimo scorcio di salita, si rivela nella magnificenza sublime di un Passato che non passa.

Lo scenario del Tempio Grande di Segesta ha fatto da armonioso sfondo al concerto di Silvia Mezzanotte, talentuosa cantante ” che tutto può con la voce“, la quale, per non smentire la sua magnifica attitudine all’interpretazione di testi “difficili”, ha cantato Astor Piazzolla, sublime artista argentino considerato uno dei più significativi musicisti del’900. Piazzolla è come il “suo” tango. Triste ed allegro, malinconico ed estroverso, folle e ponderato. Silvia Mezzanotte, cantante di classe indiscutibile, è stata perfetta. Ha recitato cantando (o ha cantato recitando?) in un crescendo emozionale, toccando l’anima, piroettando fra mutevoli emozioni mai uguali. Il “dono” di Silvia Mezzanatte non è soltanto la voce sublime: lei, a sua volta, “dona vita “alle parole che, sebbene profonde e struggenti, senza il suo magnifico pathos, resterebbero freddi segni sulla carta. Ad accompagnare la bella e brava cantante, Filippo Arlia al pianoforte ed Enrico Corapi al contrabbasso, o meglio alla “contrabbassa” così come lo stesso bravo musicista l’ha definito, preferendo immaginare, come lui stesso ha detto, scherzando con la cantante, che quello strumento sia una femmina appunto. Sul palco, prima dell’inizio dello spettacolo, la breve ma significativa introduzione del direttore artistico Nicasio Anzelmo e della direttrice del parco Archeologico, Rossella Giglio,

ha sottolineato l’impegno e la fervida, caparbia, volontà di far vivere e rivivere questi luoghi unici al mondo, proponendo spettacoli di grande spessore culturale ed artistico. Di fatto, questo avviene ogni anno, con il ricco cartellone della Rassegna “le Dionisiache”che nei prossimi giorni propongono interessanti appuntamenti sia al Teatro Antico che al Castello Eufemio (leggi qui).

“Questo posto “parla” e ti mette subito una gran soggezione. Astor Piazzolla, cantato e suonato qui, è magia pura. E’ perfetto per questo Tempio. E’ un progetto che sto portando avanti avvicinandomi all’inizio con molta cautela anche perchè, non sapevo che fine avrei fatto. Adesso ho capito che sono laggiù, dentro quel pozzo nel quale affogherò se nessuno verrà a tirarmi fuori. Io e Filippo Arlia stiamo affogando insieme dentro questo meraviglioso mare fatto di passione, sensualità, ardore, violenza. C’è tutto questo nel tango, nel repertorio di Asto Piazzolla in modo particolare. Lui è un grande ossimoro. E’ libertà ma anche catena, studio ed improvvisazione. Per me è una sfida continua che si ripete ogni sera perchè lo adoro”.

Sintesi perfetta, tant’è che mentre lei parla al mio microfono, mi vengono in mente i racconti di un altro mirabile argentino di Buenos Aires, Jorge Louis Borges, cantore di passioni, violente, follie e sempiterne miserie umane. E’ il destino dei Grandi, celebrare l’immenso brulichio degli uomini che contraddicono, creano, amano ed odiano alla ricerca di un senso-

Tiziana Sferruggia