Sicilia: Varato il calendario venatorio

Bandiera: sintesi tra le esigenze di tutelare l’ambiente e garantire il 
legittimo diritto dei cacciatori di esercitare la loro passione.

Al via la stagione venatoria 2019/2020. Firmato il decreto 
dell’assessore regionale per l’agricoltura, Edy Bandiera che consente l’avvio ufficiale della stagione della caccia. L’atteso provvedimento arriva dopo una complessa trafila procedurale che ha dovuto tener conto sia dei recenti pronunciamenti  giurisprudenziali in materia, sia del parere reso dall’Ispra che vincola, non poco, le attività venatorie. 
“Il calendario venatorio – ha precisato Bandiera – arriva dopo un’ampia 
concertazione con le associazioni, sia venatorie che ambientaliste, che ha 
trovato il suo momento plenario, lo scorso 8 agosto, nell’ultimo comitato 
faunistico venatorio, l’assise regionale in cui siedono tutte le associazioni 
di settore. Anche grazie ai tanti contributi che sono pervenuti, si è arrivati 
a definire il provvedimento, che – ha aggiunto l’assessore per l’agricoltura, 
Bandiera – è la possibile sintesi tra istanze dei cacciatori, limiti normativi 
e tutela del patrimonio ambientale”.
“Non è stato possibile consentire la cacciabilità della tortora in pre 
apertura, come richiesto dalle associazioni venatorie, perché ci siamo dovuti attenere – ha precisato Bandiera – ad un espresso divieto dell’Ispra, su questa specie”.
Dal 15 di settembre, in controtenenza rispetto allo scorso anno, si è riusciti 
ad assicurare la riapertura della caccia al coniglio selvatico. “È questo – 
secondo Bandiera – il più rilevante aspetto di novità rispetto al calendario 
2018”. Infatti, a seguito del pronunciamento del Tar dello scorso anno, ed in 
ragione dei dati scientifici emersi nel monitoraggio condotto all’Assessorato 
in sinergia con le associazioni venatorie, possiamo – ha precisato Bandiera – 
riaprire la caccia al coniglio selvatico, che verrà cacciato anche attraverso 
il ricorso al furetto, così come espressamente richiesto dalle associazioni 
venatorie”. E’ utile sottolineare – ha aggiunto Bandiera – che “l’attività di 
caccia, in alcune circostanze, è utile soprattutto in quei contesti nei quali 
gli equilibri biologici sono saltati, a seguito di un proliferare di specie o 
di un sovrappopolamento, che rischia di creare non pochi danni all’agricoltura. 
Si fa presente, altresì, che con l’inserimento, nel calendario 2019/2020, di 
quelle attività venatorie che sono state già censurate dai recenti 
pronunciamenti giurisprudenziali o che andavano a cozzare con il recente parere espresso dall’Ispra – ha precisato Bandiera – ci saremmo trovati di fronte ad impugnative al TAR che abbiamo voluto evitare.
Relativamente al perdurare del divieto di caccia in alcune isole minori, quali ad esempio Marettimo, Salina, l’assessore Bandiera ha precisato che “nostro malgrado non è possibile in queste aree autorizzare l’attività venatoria, perché non è prevista nel Piano Regionale Faunistico Venatorio della Regione Siciliana vigente che è stato approvato diversi  anni addietro. È certo altresì – ha concluso l’assessore Bandiera – che avvieremo, da subito, forti delle istanze che ci arrivano dai sindaci, dagli amministratori locali e dai cacciatori delle zone interessate, una revisione del piano che non potrà non prevedere attività venatorie, nelle forme e nei limiti previsti dalle vigenti normative, anche in quelle zone nelle quali in atto è interdetta”.

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