Comune Palermo: Ale Ugl Sicilia, lavoratori Asu figli di un dio minore

PALERMO DICEMBRE 2006 - IL PALAZZO DELLE AQUILE. SEDE DEL MUNICIPIO. © FRANCO LANNINO / STUDIO CAMERA

“Nell’esprimere la nostra soddisfazione per la stabilizzazione dei circa 600 lavoratori precari del Comune di Palermo, non possiamo non prendere atto, con tanta amarezza, che i 112 lavoratori Asu sono figli di un dio minore per il sindaco Leoluca Orlando, l’amministrazione tutta nonché le organizzazioni sindacali che hanno firmato l’accordo. Assurda e vergognosa la loro affermazione corale di aver chiuso la pagina del precariato”. Lo dicono in una nota i segretari regionali dell’Ale Ugl Sicilia, Vito Sardo e Mario Mingrino.
“Eppure – aggiungono – anche gli Asu svolgono importanti mansioni che garantiscono il funzionamento degli uffici comunali, l’erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese. Anche loro quindi hanno diritto alla stabilizzazione. Ci saremmo aspettati un’attenzione maggiore.  L’amministrazione, con proprio atto deliberativo, aveva preso l’impegno di stabilizzarli già a partire da aprile 2018, ma ad oggi, non solo l’impegno non è stato rispettato, ma si fa finta che non esistano”. 
“Ci auguriamo – concludono Sardo e Mingrino – che l’amministrazione, presa dall’euforia, abbia solo commesso un errore di comunicazione ed inizi ad impegnarsi seriamente, riconoscendo agli Asu i loro diritti e la loro dignità di lavoratori mediante la  stabilizzazione”.