Edilizia e lavori pubblici, a Catania convegno nazionale su Consorzi Stabili

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Unire le forze delle piccole e medie imprese edili per competere con i grandi costruttori nell’ambito dei lavori pubblici. È questo il fine dei Consorzi Stabili che, a differenza dell’occasionalità che caratterizza le associazioni temporanee di imprese e i consorzi di concorrenti, si configurano come struttura autonoma dotata di propria soggettività.

Una forma di aggregazione oggi rappresentata a livello istituzionale dall’Unione Consorzi Stabili Italiani (Ucsi), che a Catania organizzerà il proprio convegno nazionale venerdì 18 ottobre, alle 15.00, presso il 4Spa Resort Hotel (via Nazionale 114, Acicastello).

Il tema dell’evento è volutamente significativo: “Consorzi Stabili – Uniti si cresce”, per sottolineare come questo modello di sinergia possieda tutte le opportunità per essere vincente.

Porteranno i saluti: Salvo Pogliese, sindaco di Catania, e Giuseppe Piana, presidente dell’Ance etnea. Introdurrà i lavori il presidente dell’Ucsi Franco Vorro, a seguire le relazioni di: Marco Falcone (assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità) che illustrerà la programmazione triennale; Maurizio Croce (soggetto attuatore per il dissesto idrogeologico in Sicilia); Eleonora Iannace (componente Consiglio direttivo Ucsi); Gaetano Vecchio (presidente “Gruppo PMI Internazionale dell’Ance nazionale); Mariano Maggi (founding partner MMZ studio legale); e Luigi Corea (responsabile area controlli tecnici e formazione specialistica Dirextra). Dopo il dibattito e gli interventi del pubblico, le conclusioni saranno affidare a Giuseppe Costantino, chief executive officer Consorzio Stabile Agoraa. 

«La costituzione di Consorzi Stabili – afferma Costantino – è una possibile via d’uscita alla persistente crisi del comparto edile, perché accresce la competitività delle imprese superando i limiti della problematica dimensionale. Per tenere testa a un mercato che cambia, le imprese consorziate hanno così la possibilità di eseguire lavori anche per importi superiori rispetto ai parametri indicati sulle proprie attestazioni».

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