Diego Maggio sul futuro culturale di Marsala

Riceviamo e pubblichiamo di seguito una nota inviataci dall’Avvocato Diego Maggio:

Non è vero che “con la cultura non si mangia”. E i magnifici giovani di Nonovento ce lo hanno insegnato. Ma il Comune può e (dovrà) istituzionalizzare e perpetuare l’esperienza delle Vie dei Tesori, predisponendo lavoro stabile per i giovani realmente acculturati sulle nostre risorse storico-artistiche e che siano in grado di assicurarne costantemente la spiegazione e la fruizione guidata ai visitatori.

Con la mia Amministrazione, sarà proposto dal Comune un Patto con tutti gli imprenditori marsalesi al fine di frenare la fuga dei giovani e salvare questa città che registra un preoccupante depauperamento demografico: a fronte di assunzioni agevolate da parte delle aziende, il Comune intensificherà la sua azione promozionale per favorire la commercializzazione diretta dei prodotti tipici e per creare un brand Marsala, anche attraverso la piena attuazione del già vigente Regolamento sulla De.Co.(Denominazione Comunale).

Nel cuore di questo impareggiabile bacino vitifero, ci sta Mozia. Con le sue vigne ottuagenarie, le sue incomparabili saline e le sue plurimillenarie testimonianze fenicie: un unicum naturalistico-storico-artistico che costituisce un esempio eccezionale di una civiltà in continuum con le genti che, negli ultimi trenta secoli,hanno abitato Lilybeo/Marsala e che hanno inventato la coltivazione della terra e la coltivazione del mare.

Daremo, dunque, nuova vita alla mia annosa idea di porre Mozia e Marsala – a motivo della loro valenza culturale, colturale e insieme paesaggistica – sotto l’alta tutela dell’UNESCO quale patrimonio dell’intera umanità. 

Solo così potrà finalmente prendere vita questo benedetto Parco Archeologico di Lilybeo, riapriremo i viali di Porta Nuova, senza più tollerare che politici e archeologi ci…tocchino i glutei per altre generazioni! Non sono bastati la Nave Punica, il Giovinetto in tunica e la Venere Callipigia a dare l’idea della grandezza di Marsala antica? Quale altra statua dobbiamo ancora scoprire, quale rostro navale dobbiamo far riemergere  prima di cominciare ad emulare (turisticamente) la Reggio dei Bronzi di Riace?

In conclusione, mi preme raccontare di avere io raccolto, nei giorni scorsi, le confidenze di un amico, dirigente pubblico, ottimo pensatore e anch’egli deluso per il mancato ascolto delle sue idee da parte dei mestieranti della politica locale: “Il vero problema è costituito proprio da questi soggetti che si affannano ad accreditarsi quali detentori di consensi a prescindere dai valori, che pretendono di far prevalere soltanto il peso specifico dei loro pacchetti di voti e che non sono in grado di recepire e mettere a frutto i messaggi davvero importanti per le nostre comunità in questo Sud allo sbando”. “Tutto è fattibile, di tutto si può prevedere ogni aspetto organizzativo, costi e benefici, strategie e finanziamenti – mi ha scritto – l’unico problema è la testa di chi governa le nostre comunità: perché non è capace di capire, perché pensa solo al proprio orticello, alla propria rielezione, alla propria carriera”.

Dalle nostre parti, viene chiamato “visionario” chi attinge sempre dal libro dei sogni e chi soffre di allucinazioni.

Non così in altre civiltà occidentali, nelle quali è ritenuto “visionario” chi ha una visione del presente proiettata nel futuro, chi pensa in grande, chi vola alto.

Diventiamo tutti visionari, per favore !

Diego Maggio