Marsala dopo le bombe: un documento unico del 1946 la racconta agli americani

(di Achille Sammartano)

A Marsala i bombardamenti aerei americani dell’11 Maggio 1943
distrussero buona parte della Città provocando danni economici e in termini di vite umane. Così, la bella Lilibeo, contesa tra i giusti e giustiziati, come se il libero arbitrio durante quella sciagurata seconda guerra mondiale non avesse creato già abbastanza danni, si trovò a ripartire in sordina, con i bronchi colmi della polvere sottile del pericolo ancora troppo vicino.

Risulta difficile oggi, specialmente per le nuove generazioni che viaggiano sulle reti invisibili della tecnologia, riflettere su quanto dovette essere difficile per quei cittadini, nostri predecessori, dar vita ad un nuovo inizio dalle macerie di ciò che per loro rappresentava casa e storia, cultura e memoria. A tal proposito preziosissima è una relazione stilata dal Sindaco di Marsala, il primo dell’età repubblicana, Prof. Luca Frazzitta all’American Relief for Italy il 5 Ottobre del 1946, nella quale descrive minuziosamente quelle che erano state negli ultimi anni le difficoltà della popolazione locale. Il testo originale è conservato presso l’Archivio Storico della Città di Marsala, ne riportiamo una parte:

La guerra ultima, con i suoi effetti distruttivi, aggravata alla disfatta, non ha solo bruscamente interrotto lo sviluppo in tutti i campi, ma ha sconvolto tutti i valori e turbato tutte le condizioni economico-finanziarie della Città recandovi una fortissima depressione nella vita associativa e sociale, nei costumi, nella morale pubblica e privata, specialmente nelle classi più umili, più povere e meno colte. I bombardamenti aerei

del giorno 11 Maggio 1943 e gli altri guasti che precedettero l’occupazione
alleata, hanno materialmente quasi distrutto l’intera Città. Il 43% delle case di abitazione furono rase al suolo; del resto 40% venne più o meno danneggiato. Quasi tutti gli edifici scolastici e quelli pubblici sono stati distrutti o gravemente danneggiati. […] I cittadini caduti vittime della guerra e dei bombardamenti ascendono a oltre tremila. Dopo il giorno 11 Maggio 1943 e per lunghi mesi la città è rimasta completamente deserta, come una città morta. Aveva un aspetto sinistro. La popolazione dominata dal terrore e dai lutti fuggì nelle campagne, abbandonando ogni cosa alla mercé dei predatori e visse per lunghi mesi quasi senza alimenti, nelle campagne e nelle grotte.