Palermo, in scena con la rassegna “Extra Series” il concerto di “Sergio Filosto 4th feat

E’ sicuramente un concerto che suscita grande attesa quello proposto dalla Fondazione the Brass Group nell’ambito della stagione concertistica “Extra Series” con “Sergio Filosto 4th feat. Diego Spitaleri” in programma giovedì 28 novembre alle ore 21.30 sul palco con un sound tipico jazz al Real Teatro Santa CeciliaSergio Filosto, noto medico radiologo ed oncologo palermitano ritorna in scena dopo 40 anni sul palco del Brass esibendosi alla batteria assieme agli amici storici Marcello Cinà al sax soprano, Toti Mangione alla chitarra semiacustica, Valerio Buscetta al contrabasso e come special guest Diego Spitaleri, che ha accolto l’invito dell’amico di una vita, al pianoforte. Era il 28 aprile 1979 quando Filosto si esibì con il Terranova Jazz Trio nella famosa Cantina di Via Duca della Verdura, e dopo quattro decenni la passione per la musica jazz, ereditata dal padre socio fondatore del Brass, continua più che mai ad essere presente. Per Filosto suonare “il jazz è vita, aiuta, dà forza interiore perché permette di spaziare, di essere in una dimensione in armonia con tutto ciò che circonda”Un binomio perfetto quello della medicina e della musica che proprio a Palermo vedrà protagonista Sergio Filosto con il suo quartetto composto da amici di vecchia data, identificandosi in una reunion, continuando con successo la rassegna “Extra Series” .

Sergio Filosto, leader del combo, ha iniziato a picchiare sui tamburi fin dal 1973, spinto dalla competenza jazzistica del padre, noto e apprezzato clinico siciliano, e dalla passione condivisa col compagno di scuola Marcello Pellitteri, oggi batterista jazz di livello internazionale nonché docente al prestigioso Berklee College of Music di Boston. Nonostante la proficua frequentazione dei circuiti di Norino Buogo e del Brass Group e nonostante gli interessanti esordi espressi col trio del pianista Piero Terranova (con cui inciderà anche un album), all’inizio degli anni Ottanta Filosto si lascia distogliere dal jazz per dedicarsi completamente a impegnativi studi che poi sfoceranno in una brillante carriera medica di radioterapista oncologo. Il periodo di lontananza dalla pratica del jazz dura circa trent’anni, ovvero fino a quando le pressanti e affettuose insistenze di Gianni Cavallaro lo inducono a riprendere in mano le bacchette ed a partecipare con l’anziano ma indomito maestro a jam session sempre più frequenti, sia private che pubbliche. E’ proprio durante una di queste performance intrise di autentica passione jazzistica che Filosto, Cinà, Mangione e Buscetta hanno incontrato Diego Spitaleri, musicista di grande generosità e disponibilità e con lui hanno dato vita a questo progetto che rievoca le passioni vissute da ragazzini al Brass Group ma ne proietta l’entusiasmo al presente. Il linguaggio del gruppo è quello del mainstream, la corrente principale del jazz che nel suo scorrere e nel suo continuo rinnovarsi serba memoria dello swing, del bebop, dell’hardbop e di tutto ciò che è poi venuto. Nella scelta del repertorio, infatti, accanto a diversi brani originali (alcuni composti da Diego Spitaleri, altri da Valerio Buscetta) che mostrano il volto più attuale del gruppo, trovano ampio spazio celebri standard della tradizione tratti da artisti e periodi differenti della storia del jazz.