Palermo,Castello della Zisa: la favola “U pappaiaddu ca cunta 3 cunti” di Giuseppe Pitrè

Dopo il successo del primo appuntamento con Il Mio Nome è Caino di Claudio Fava e Ninni Bruschetta, la rassegna Scena Nostra continua il suo percorso nella drammaturgia siciliana. U pappaiaddu ca cunta 3 cunti di Giuseppe Pitrè e riletto da Giuseppe Provinzano andrà in scena domenica 1 dicembre, alle ore 11:00, presso la Sala Belvedere del Castello della Zisa. Uno spettacolo realizzato da Babel Crew e l’Associazione Conservazione Tradizioni Popolari, Museo Pasqualino, in collaborazione con CoopCulture Palermo che da quest’anno diventa il nuovo partner di Spazio Franco.

La prima domenica del mese al Castello si apre quindi con lo spettacolo a ingresso gratuito destinato a bambini e adulti. Le favole del Pitrè sono un patrimonio nazionale: lo stesso Italo Calvino nella sua raccolta Novelle D’Italia lo mette tra i più importanti novellisti italiani, laddove delle 200 favole che compongono la raccolta ben 40 appartengono al patrimonio restituitoci da Giuseppe Pitrè. Queste sono storie conosciute e sconosciute nello stesso momento, di cui troviamo traccia nella memoria delle nostre mamme e riconosciamo riaffiorare in nuove rappresentazioni di storie contemporanee che a queste si riallacciano, sono storie e favole per bambini ma che anche gli adulti farebbero bene ad ascoltare per ritornare o riscoprirsi tali , per riuscire a intercettare quel significante altro che il Pitrè sapeva nascondere tra le sue righe pensate per lo più per tenere sempre viva la curiosità dei bambini di ieri di oggi e di domani. Animali con le sembianze, i vizi e i vezzi degli umani e umani con le sembianze, i vizi e i vezzi degli animali, storie paradossali di re, reucci e principesse e reginotte che svelano i vizi di un popolo e ne restituiscono il valore di una cultura. E ci tengono legati ad esse.