Carini: “Progetto Bythos, i residui di lavorazione del pescato risorsa a grande valore aggiunto”

“Il progetto Bythos, i residui di lavorazione del pescato risorsa a grande valore aggiunto” è il tema dell’incontro che si svolgerà domani, alle 11, presso il Circolo nautico “Gionata” di Carini, lungomare Cristoforo Colombo 881.

Ai lavori, ai quali saranno presenti operatori del settore e i principali attori dell’iniziativa, presenzieranno il professore Vincenzo Arizza dell’Università di Palermo (responsabile del progetto Bythos), il presidente del Distretto Turistico Pescaturismo e Cultura del Mare, Alfredo Ambrosetti, e l’europarlamentare Francesca Donato.

Il progetto Bythos nasce con l’obiettivo di trasformare gli scarti di pesce, come il tonno, i crostacei, i molluschi e il pesce azzurro, in nuovi prodotti estratti da molecole bioattive. Prime tra tutte il collagene e gli omega 3 e 6 che possono essere usati anche come antibatterici, antimicrobici, antitumorali per la salute umana nel campo delle biotecnologie, ma anche per altri svariati usi, tra i quali anche la cosmetica.

Nel corso dell’incontro verranno illustrate stime e cifre su un comparto che produce un volano economico con enormi potenzialità ma, al momento, non sfruttate. E verrà annunciata un’iniziativa relativa alla valorizzazione e allo sfruttamento degli scarti di pesce.

Un percorso realizzato nell’ambito dei programmi Interreg Italia-Malta, di cui è capofila l’Università di Palermo, in particolare il Dipartimento STEBICEF – Scienze e tecnologie biologiche, Chimiche e Farmaceutiche, in collaborazione con l’Università di Malta, il Ministero Maltese dell’Ambiente, il Distretto turistico Pescaturismo, il comune di Lipari, e l’azienda Aquabiotech che si occupa di sviluppo, ricerca e acquacoltura.