Diego Maggio: “Marsala invoca buon senso e competenze: confrontiamoci sulle idee”

Proprio questo silenzio-vuoto di ragioni e sentimenti deve farci capire che trattasi di operazioni di palazzo, di scelte a tavolino e di spartizioni di poltrone: il tutto previsionalmente programmato per le convenienze e le vittorie facili dei soliti personalismi. E vi siete chiesti cosa accadrà l’indomani?” – dice il candidato Sindaco

Archiviate le festività natalizie, lo sguardo è ora puntato sulle prossime amministrative di Marsala. Uno dei candidati, l’unico al momento certo, è l’avvocato Diego Maggio che oggi torna a riflettere sulle necessità della propria città.

A chi è più ansioso di conoscere i nomi che animeranno questa competizione elettorale l’avvocato Maggio risponde: “Credo molto nella esigenza che questa nostra città abbia un governo di “numeri uno”, di una intera squadra che sia in grado di dialogare con le forze politiche regionali e nazionali. Per uscire da questa malattia della “mediocrazia” non basta un (pur buono) medico generico ma occorrono, anzi sono indispensabili, otto specialisti qualificati. – dice l’avvocato Maggio – Non abbiamo bisogno di chi predica un romanticismo bigotto e precotto di promesse trionfalistiche e annunci antiquati che ormai non costituiscono più richiamo neanche per le allodole”.

Le idee, più che le coazioni, sono per Diego Maggio il punto focale su cui vale la pena concentrasi. “Cosa ce ne facciamo di un nome, di una coalizione, seppure aritmeticamente determinanti nell’elezione di un Sindaco, se poi  non ci sono le idee fondanti e non c’è il sangue della marsalesità che scorre appassionatamente nelle vene?” – si chiede Maggio ribadendo anche il diritto dell’elettore marsalese di sapere come i candidati di Marsala 2020 si pongono di fronte ai grandi temi della società civile e della politica internazionale, “come la pensano i candidati di Marsala 2020 sul buono, pulito e giusto che sta alla base del provvidenziale Slow Food di Carlin Petrini” ma anche cosa ne sarà di Stagnone e saline o dell’aeroporto.

“Potremo incidere risibilmente sulla soluzione della fame nel mondo ma abbiamo la necessità di conoscere chi e come si spenderà per far diventare Marsala più solidale con i marsalesi in difficoltà e con il cristianesimo operoso di don Enzo Amato in Ecuador e di don Mario Pellegrino in Sud-Sudan” – aggiunge ancora l’avvocato Maggio – Ma abbiamo pure l’opportunità di schierarci con Jeremy Rifkin che spiega come un nuovo sistema collaborativo sta trasformando il nostro modo di organizzare la vita economica. Siamo proprio sicuri che il futuro del cielo sopra Marsala non sia minimamente interessato ai venerdì di Greta Ernman Thunberg? Quanti degli operatori politici di questa città saranno a chiedersi, come fa Yuval Noha Harari, dove stiamo andando in un periodo in cui la crisi della democrazia liberale si sta facendo evidente e nel quale, aggravandosi gli eterni problemi primari del cibo/casa/salute/assistenza, stanno implodendo fenomeni non locali bensì epocali come il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale, l’invasione delle notizie false e l’insignificanza del concetto di libertà?”.

E’ su questi e tanti altri temi che l’avvocato Maggio invita a riflettere: “Avete per caso sentito cosa, a questi riguardi, gli altri soggetti (che cercano voti confezionando…confetture e congegnando congetture) vogliono fare?  Proprio questo silenzio-vuoto di ragioni e sentimenti deve farci capire che trattasi di operazioni di palazzo, di scelte a tavolino e di spartizioni di poltrone: il tutto previsionalmente programmato per le convenienze e le vittorie facili dei soliti personalismi. E vi siete chiesti cosa accadrà l’indomani?”

Maggio si dichiara pronto a metterci la faccia ma soprattutto il cuore, le esperienze e il proprio tempo “per una Marsala – dice – che invoca buon senso e competenze, che merita nell’amministrazione e nel Consiglio Comunale un insieme di eccellenze e di persone che non vivano dei gettoni della politica, ma che hanno dimostrato di valere qualcosa nel lavoro che già hanno fatto”.

Maggio ribadisce anche di essere pronto ad unire le forze con chi, indipendentemente dalla provenienza o appartenenza, condivida questa disponibilità e a non pretendere di fare l’ammiraglio di questa grande flotta.  

“Si vince – dice ancora Maggio – se si dispone di un buon equipaggio, non con un uomo solo al comando! Incontriamoci, dunque, fra noi candidati di buona volontà. Coinvolgiamo quanti, a prescindere dalle rispettive ideologie, hanno prima dato prova di avere saputo bene amministrare. Scambiamoci le conoscenze e studiamo insieme le contromisure al sottosviluppo pilotato che Marsala ha finora supinamente subìto” “Le differenze fra gli schieramenti  – conclude Maggio – vanno individuate fra i rispettivi programmi buoni-sinceri-realizzabili e quelli ruffiani-ingannevoli-utopistici. La dis-unità delle intelligenze provocherà la sicura sconfitta di un’intera città. Ogni rinuncia dei capaci determinerà la vittoria dei soliti mestieranti del consenso e per Marsala il ritorno ad un triste presente”