Indovina chi? Figuccia disegna l’identikit del prossimo sindaco di Palermo

Se qualcuno crede che le amministrative palermitane siano un appuntamento lontano si sbaglia, soprattutto agli occhi di chi vive con grande passione la politica. Non è tempo di liste e di contrassegni ma uno dei temi politicamente attraenti e che più affascina gli addetti ai lavori e non meno la curiosità dei cittadini palermitani, è quello di immaginare e perché no, battezzare la figura ideale del prossimo sindaco della quinta città d’Italia. Sono già cominciate le totonomine che solo pour parlé, senza incoronare nessuno, lanciano messaggi ai possibili compagni di coalizione per quelli che saranno gli accordi determinanti intorno alla proposta del primo inquilino di villa Niscemi a partire dal 2022. In questo clima di pronostici non esita il centrista Vincenzo Figuccia: “Dopo anni di qualunquismo – dice – abbiamo la possibilità di individuare un profilo degno di essere connotato come il primo cittadino, un uomo giusto, equilibrato e soprattutto moderato. Un buon padre di famiglia che si faccia interprete dei valori sturziani e della famiglia nel suo senso più tradizionale. Un uomo con sapienza ed intelletto che dia rassicurazione a tutte le generazioni: giovani, adulti e anziani e quindi a studenti, lavoratori e pensionati. Oggi tutto questo sembra una chimera ma in realtà, l’area che mi onoro di rappresentare nella provincia di Palermo e guidata a livello nazionale da Lorenzo Cesa, raccoglie uomini e donne che hanno vedute e spessori che affondano radici valoriali nella politica che un tempo era sinonimo di certezze e di speranze per le comunità. Troppa macelleria sociale si è fatta sulle famiglie palermitane, sulla vivibilità di quartieri diventati veri e propri sobborghi putridi, sui trasporti e sulle opportunità lavorative. È tempo di scuotere la polvere dai piedi, è tempo di invertire la rotta e riconoscere con orgoglio che Palermo non resterà una polveriera asiatica ma che è chiamata a prendersi un posto autorevole nei ranking internazionali. Una nuova frontiera che sarà raggiungibile solo con il profilo stabile, sicuro, pieno di esperienza di un uomo o di una donna, capace di rendere gli anni di orlandiana memoria solo un brutto incubo svanito in una parentesi ahimè troppo lunga della storia palermitana”.