Tagli Asp Messina, Calderone (FI) e Catalfamo (Lega) al dirigente La Rocca: “Sue dichiarazioni imprecise, stia al suo posto e faccia il suo lavoro se ne è capace”

“Chiederemo chiarimenti, nelle sedi opportune, sulle dichiarazioni del dirigente generale dell’Assessorato alla salute,  Mario La Rocca, rilasciate in data odierna su un quotidiano on line. Riteniamo infatti che siano affermazioni molto gravi, tese solo a mischiare le carte ed  eludere il vero problema che abbiamo posto. La Rocca confonde il personale attualmente in servizio all’Asp di Messina (con i relativi attuali vuoti di organico per carenza di figure sanitarie disponibili) con la pianta organica che deve comunque avere copertura finanziaria a regime; sono due cose completamente diverse. Parla di unità operative che nella nuova rete ospedaliera (d. a. 22/2019) si riducono; non dice che si riducono solo come strutture complesse restando di fatto gli organici praticamente immutati con gli stessi stipendi da pagare. Peraltro per l’ASP di Messina la nuova rete ospedaliera prevede nuove unità operative come urologia e oncologia a Barcellona e come la Strok Unit a a Sant’Agata Militello. Con quali soldi si potrà pagare il personale per questi nuovi servizi? Invitiamo dunque La Rocca a stare al suo posto e ricoprire al meglio il suo ruolo se ne è capace”. A riferirlo in una nota congiunta i Capigruppo di Forza Italia e Lega all’Ars, on. Tommaso Calderone e on. Antonio Catalfamo.

“Relativamente al fondo di sostegno che è sempre stato assegnato negli anni passati all’ASP di Messina – concludono i due Parlamentari –  La Rocca non dice che è cosa ben diversa dal tetto di spesa per il personale, che come dice la parola (tetto di spesa) è un limite non valicabile e la cui massa finanziaria non può essere stornata da altri capitoli di bilancio. Speriamo a questo punto che l’assessore Razza prenda le distanze dalle dichiarazioni del suo dirigente generale, e voglia ripristinare per l’Asp 5 di Messina le risorse che le sono dovute, per le quali ci riserviamo di appurare a quale altra azienda sanitaria siciliana sono state eventualmente destinate”.