Assessore Donà suo malgrado getta la spugna

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Con un comunicato stampa preciso e puntuale l’assessore alla cultura del comune di Castelvetrano avvocato Chiara Donà Modìca Delle Rose si dimette dalla carica, contestando l’impossibilità a suo avviso di operare all’interno di una giunta assente e poco fattiva. Donna di grande spessore e avvocato di risonanza nazionale aveva accettato con entusiasmo l’incarico di esperto alla cultura del comune di Castelvetrano, tramutato dopo due mesi in incarico assessoriale, con una grande prospettiva di crescita e sviluppo per un comparto che doveva far da traino all’intero tessuto sociale Castelvetranese. Il sindaco Enzo Alfano in campagna elettorale aveva presentato l’accettazione dell’incarico come suo asso nella manica per risollevare le sorti di una città distrutta dalle precedenti amministrazioni. Dopo appena nove mesi di collaborazione l’assessore Donà mette in evidenza quella che evidentemente ritine la pochezza dell’attività amministrativa locale e l’impossibilità di operare in maniera proficua dimettendosi così dall’incarico ricevuto. Ciò che in campagna elettorale era stato presentato come un punto di rinascita sembra tramutarsi oggi in un fallimento totale con quello che da molti è ritenuto l’ennesimo bluff da parte di questa amministrazione nei confronti cittadini di Castelvetrano.
A seguire la lettera di dimissioni dell’assessore avv. Chiara Dona’ Modica Delle Rose.

Giovanni Nastasi

“Io sottoscritta, mio malgrado, nonostante in questi mesi, sia nella qualità di esperta che come assessore, abbia raggiunto in brevissimo tempo alcuni degli obiettivi che mi ero prefissa a breve termine per la cittadinanza di Castelvetrano – senza alcun impegno di spesa per il Comune, essendo come ben sapete in totale dissesto economico – e nonostante per altri, più ambiziosi, avessi iniziato ad operare, coinvolgendo ed attivando numerosi canali pubblici e privati per promuovere, in Italia ed all’estero, i siti di Castelvetrano, mirando a mettere a regime, nonché regolarizzare le opere ed i numerosi se pur bellissimi, dimoranti a tutt’oggi non perfettamente agibili spazi museali, nonché concretamente creare un concetto nuovo di museo diffuso che li unisse tutti sotto il nome del “paesaggio archeologico” in grado di mettere in risalto sia la parte propriamente archeologica che quella della millenaria cultura contadina che nei secoli è stata tramandata dai coloni greci sino a noi, sia il paesaggio archeologico rappresentato da Gennaro Pardo, ideando così il “neopardismo” sino alla più recente archeologia industriale; preso atto che, in piena attivazione concreta dei progetti a breve e lungo termine, da settembre 2019, una settimana dopo la mia nomina, per ben 5 lunghi mesi, ossia sino alla prima settimana di febbraio, ho dovuto operare in totale solitudine, priva del necessario personale amministrativo dirigente per il perfezionarsi di qualsivoglia atto amministrativo, ossia privata della necessaria direzione amministrativa, e successiva nomina di un nuovo funzionario che ha per ragioni sue personali, insindacabili dal mio punto di vista, dimorato senza interruzione di sorta in stato di malattia, e che pertanto non ho neppure avuto mai il piacere di conoscere, unitamente al fatto che è divenuto pressoché impossibile comunicare con il Sindaco, afflitto da numerose e incombenti attività ben più urgenti delle consultazioni con l’assessore alla cultura che sino a metà settembre avvenivano regolarmente in modo quotidiano, costretta dunque a sole comunicazioni scritte via mail o per messaggi telefonici.

Preso atto che in questi mesi se pur nutrita di entusiasmo e voglia di fare, ho operato in un ufficio a me assegnato, privo di riscaldamento nei mesi invernali, computer, internet, toner per stampare, facendo uso dei miei strumenti personali oltre che segreteria personale del mio studio legale, perdurando a mio carico, ovviamente, ogni mio viaggio e permanenza da assessore, oltrepassando il tempo da me impiegato come assessore certamente le ore 13 degli orari di ufficio del personale, fatta eccezione per il mercoledì.

La mia attività di assessore, infatti, non si concretizza certamente solo nella presenza a Castelvetrano o nella ricerca di consenso o gratificazione nelle piazze, ma di concreto e reale studio di progetti per risolvere i numerosissimi problemi e le altrettante criticità che da anni affliggono la vostra città, sbiadendo in modo incredibile il valore incredibile del vostro patrimonio e della vostra cultura.

Il mio operare, si è svolto, si può dire, ben oltre le 8 ore di ufficio, e spalmato tranquillamente nelle 24 ore di ogni mia giornata operando per la vostra comunità sia da Castelvetrano che da fuori, oltre che delle idee progettuali di conforto, proprio alla ricerca delle risorse necessarie per realizzarle.

Considerato inoltre che, tra le numerose attività, ho dovuto affrontare complessi e gravosi studi che sarebbero stati di competenza, in vero, di altri assessorati, tra cui, certamente l’accordo quadro, l’esamina e la messa in opera delle procedure afferenti le demolizioni di Triscina, la redazione di precise linee guida oggi in parte estrapolate e apparentemente solo parzialmente comprese ed operative, come l’ideazione di un percorso legale e condiviso con la Paesaggistica della Soprintendenza di Trapani e l’università di botanica e agronomia oltre che di geologia e biologia, l’ipotesi migliore di riqualificazione della fattispecie demolizione, per proporzionalmente diminuire il carico economico delle casse del Comune di una attività che difficilmente verrà rimborsata dai soggetti giuridici passivi, sopralluoghi e riunioni con i massimi vertici delle forze dell’ordine provinciali, non ultima l’ipotesi di costituire una regolare discarica comunale in loco (non lontano dai luoghi) dei soli rifiuti inerti secchi derivanti dalle demolizioni non soggetti a trasformazioni fisiche, chimiche o biologiche; lo studio e la valutazione della strategia migliore per ottenere il più veloce dissequestro del Teatro Selinus (cuore offeso della città a sipario chiuso), nonché lo studio e l’approfondimento del diritto della città di Castelvetrano di essere parte, come previsto dalla legge, del Comitato Scientifico del parco di Selinunte, a cui vanno ad aggiungersi altre e numerose attività a me sottoposte, più per la mia professione d’avvocato mia fonte di sostentamento, che per l’incarico di assessore alla cultura conferitomi; considerato, inoltre, che il Comune verte in gravi condizioni di dissesto finanziario e che necessità – più che di numerosi assessorati vocati insieme tutti ideologicamente al medesimo verde pubblico/riqualificazione del verde ed alla cultura – di un assessore al bilancio che possa essere di concreto aiuto alle manovre che, se possibili, il Sindaco ha il dovere di cercare e promuovere per il bene di una comunità già gravemente lesa; non avendo il Comune le necessarie risorse per dotarsi di idoneo professionista per migliorare la situazione deficitaria ho deciso, di comune accordo con il sindaco, di sacrificare la mia nomina e con essa i progetti ed i sogni che avevo con non poco entusiasmo promosso per Castelvetrano, preferendo destinare la piccola indennità riservata a qualsivoglia assessore, ed ad oggi, non ancora percepita in nessuna sua parte ma che ovviamente mi verrà presto conferita, ad un assessore al bilancio, prevedendo la legge un numero massimo di assessori ed essendo io l’unica, insieme all’assessore all’urbanistica, non residente a Castelvetrano, ma soprattutto l’unica non pentastellata.

Ringrazio tutti i cittadini castelvetranesi di grande qualità e dignità che mi hanno dato il benvenuto e, a diverso titolo, sostenuto e collaborato nei progetti che in poco tempo ho potuto, grazie anche a loro, realizzare. Sono infatti numerose le relazioni ed i messaggi di apprezzamento che in questi mesi ho ricevuto e che hanno certamente scaldato il mio cuore.

Nessun rimpianto per il tempo e l’aiuto che ho donato alla città, bensì la consapevolezza che sia urgente, più di qualsiasi altro assessorato o figura oggi presente in giunta, un ufficio ragioneria ben coordinato e esperto o quanto meno un assessore al Bilancio che, ad oggi, in ragione del mio non essere di Castelvetrano e non pentastellata, risulta possa essere ritagliato solo in sostituzione del mio ruolo di assessore.

Spero che Castelvetrano possa affrancarsi dalla troppo facile lettera scarlatta che i media, con molta leggerezza e faciloneria, tendono a disegnare in modo pressoché quotidiano. La vostra città, la sua storia e la vostra storia come la vostra dignità merita rispetto e verità. Il mio saluto è e sarà sempre un arrivederci.”

Con affetto

Chiara Modìca Donà dalle Rose

Cordialità

Avv. Chiara Modìca Donà dalle Rose

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