Basket. Libertas, lotta e tiene la capolista sotto i suoi standard. Tagliareni super

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Questa volta lo spirito è quello giusto e anche l’approccio al match. La Libertas lotta fin dal primo pallone e riesce a lungo a far sudare la capolista Alfa Catania sopperendo alle pesantissime assenze di Dragna e Giusti. In avvio Alcamo va anche due volte in vantaggio mettendo sul parquet non soltanto il cuore ma anche le capacita dei singoli: il “quarantcinquenne” Andrè annulla strepitosamente il colored Robertin (2,16 di altezza), Tagliareni si presenta come “all around” (rimbalzi, recuperi, movimenti nel pitturato, tiri da fuori), Butera e Audino non lesinano energie, Fathallah prova ad orchestrare la squadra e sigla anche una tripla. I padroni di casa dell’Alfa, da taluni definita una delle “corazzate” del campionato, soffrono. Non soltanto Robertin Clifford ma anche Luzza e Abramo. Il primo periodo vede la Libertas chiudere a – 6 ma subito si capisce che la difesa, rispetto alle ultime uscite, riesce a mordere molto di più.

Anche nel secondo periodo coach Ferrara deve far di necessità virtù e ruota pochi uomini, oltre allo starting-five anche Bruno e Tartamella. Prima la difesa individuale e poi il tecnico alcamese dispone la zone-press a tutto a campo e la susseguente zona. Gli alfisti ogni tanto si incartano e incappano un paio di volte nei 24 secondi o in problematici tiri allo scadere. Luzza e Robertin cominciano però a segnare e dall’altro lato rispondono Andrè e Tagliareni. Quest’ultimo firmerà una prestazione quasi strepitosa: miglior realizzatore del match e MVP. Si va al riposo lungo sul 37 – 24, pochi punti segnati da Alcamo ma Alfa al di sotto delle sue medie stagionali. Peccato per le tante palle-perse, anche in malo modo, dai ragazzi di Ferrara.

Il capolavoro difensivo la Libertas lo firma comunque al rientro dall’intervallo nonostante altri palloni gettati via. Bruno spinge la squadra e si prende diverse falli, Butera spara due “bombe” vincenti, Andrè firma un passaggio “no-look” semplicemente da urlo, cominciano ad affrontare l’agone anche Agrusa, Accardo e Farina. Gli alfisti, che soffrono l’energia degli alcamesi capaci di raschiare il fondo del barile delle forze fisiche, restano comunque sempre in vantaggio ma chiudono il “tempino” con la miseria di 10 punti realizzati contro i 13 degli avversari.

L’ultimo periodo riparte quindi da un divario di dieci lunghezze e con l’Alfa che sfrutta la sua maggiore freschezza. Il vantaggio dei padroni di casa sfiora i venti punti, subisce alcuni rientri della Libertas e si stabilizza non appena i due coach danno spazio alle panchine. In casa Alcamo arriva anche una splendida penetrazione vincente di Agrusa mentre Andrè, stremato e chiamato in panchina (3 gare toste in soli 6 giorni) riceve l’applauso meritato del pubblico etneo. 72 – 54 il finale ma il quintetto di coach Ferrara c’è, sta ritrovando compattezza e determinazione, attende con ansia il rientro al 100% di tutti i suoi giocatori.

ALFA – LIBERTAS 72-54 [18-12, 37-24 (19-12), 47-37 (10-13), 72-54 (25-17)]

Catania: Clifford 15, Cicero 3, Barletta, Consoli 9, Saccà, Marzo 12, Chisari 2, Patanè, Luzza 19, Mazzoleni 4, La Spina, Abramo 10. Coach: Massimo Guerra.

Alcamo: Farina, Giusti ne, Audino, Tagliareni 20, Bruno 8, Cusumano, Andrè 9, Butera 10, Tartamella, Agrusa 2, Accardo, Fathallah 5. Coach: Vincenzo Ferrara.

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