Pachino: i sacerdoti sono affidati alla generosità dei fedeli per compiere con serenità il proprio compito

Tra i 34mila preti diocesani segnaliamo in Sicilia Don Matteo Buggea che a Pachino accoglie i disabili nella casa “Dopo di noi”.

Annunciatori del Vangelo in Parole ed opere nell’Italia di oggi, promotori di progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione, i sacerdoti si affidano alla comunità per essere liberi di servire tutti.

“Aiutare in maniera concreta i nostri sacerdoti credo sia un dovere di tutti noi che ne apprezziamo la missione e l’operato. Ogni Offerta, anche di minimo importo, sostiene un sacerdote e gli dà energia per continuare a svolgere la sua missione e aiutare i più poveri. Se crediamo nei sacerdoti, spetta a noi, in prima persona, sostenerli” spiega il responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa cattolica, Matteo CalabresiL’Offerta è un contributo speciale, da introdurre stabilmente nella nostra vita cristiana, ripetendolo qualche volta l’anno, perché ci incammina su una nuova strada di comunione con la Chiesa. Basterà anche un piccolo importo, ma donato in tanti, perché raggiunga tutti i preti diocesani in Italia, non soltanto il nostro”.

Le Offerte sono lo strumento che permette a ogni fedele di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani, che assicurano una presenza costante in tutte le parrocchie per annunciare il Vangelo e supportare le comunità. Ogni Offerta rappresenta dunque un importante segno di appartenenza e comunione.  

Destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, queste Offerte sono uno strumento perequativo e di solidarietà nazionale scaturito dalla revisione concordataria del 1984, per sostenere l’attività pastorale dei circa 34.000 sacerdoti diocesani. Infatti da oltre 30 anni i sacerdoti non ricevono più uno stipendio dallo Stato, la congrua, ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso queste Offerte.

Don Matteo Buggea

Da tre anni è in vigore la prima legge a tutela dei cittadini con disabilità grave, privi di sostegno parentale. Da allora sempre più parroci, raggiunti dalle nostre Offerte, hanno dato vita per tanti ad alloggi, piani di inclusione e di lavoro. Come Don Matteo Buggea che, insieme ai diaconi permanenti ed ai tanti volontari coinvolti, ha favorito la realizzazione,all’interno della parrocchia del Sacro Cuore a Pachino, della Casa-famiglia per disabili adulti Dopo di noi  con 7 posti al primo piano. E’ un progetto che completa il Centro diurno per diversamente abili, nato nel 1987, che offre ai più fragili la possibilità di uscire dalle mura domestiche e vivere esperienze significative, orientate a favorire inclusione sociale e autonomia. 

Grazie alla generosità di decine di volontari, professionisti, assistenti sociali, psicologi, un autista, una cuoca e alla grinta di due parroci, don Vincenzo Rametta e oggi don Matteo Buggea, la parrocchia ha finalmente compiuto il passo più atteso, quello del ‘mai più soli’: alle attività del Centro diurno si aggiunge la nuova Casa per i portatori di handicap con genitori in età avanzata o non più in vita. Ovviamente Dopo di noi crescerà ancora per far fronte alle tante richieste.

E’ una storia nel segno della Provvidenza sostenuta dall’impegno e dalla sensibilità di don Matteo Buggea, classe 1970,non vedente. Entrato in seminario a 29 anni, dopo essersi laureato in Pedagogia e Scienze religiose, è diventato sacerdote a 34 anni. Arrivato a Pachino nel 2011, è parroco e assistente nazionale del Mac (Movimento apostolico Ciechi).

 “Il Centro diurno funziona dal 2000 nei locali parrocchiali grazie alla gara di solidarietà dei pachinesi, compresi i nostri emigrati a Toronto, in Canada. Poi dalla diocesi sono arrivati fondi 8xmille – ricorda don Matteo – E’ il simbolo della carità nel nostro territorio. Oggi l’abbiamo attrezzato anche per l’integrazione occupazionale, con i laboratori di ceramica e quelli di trasformazione dei prodotti tipici locali. I nostri concittadini diversamente abili sono inseriti pienamente anche nella liturgia, con una Messa animata da loro ogni mercoledì mattina. E ora il Dopo di Noi rende più lungimirante questo spazio di assistenza permanente e amicizia. Ogni persona accolta conterà su un amministratore di sostegno”.

Don Matteo, ha saputo incoraggiare tanti, fino a queste porte aperte su nuove opportunità di inclusione “col tempo puoi capire che ciò che è una perdita può diventare un guadagno. Il limite lo sperimentiamo tutti, da Adamo in avanti. A volte è un grosso impedimento, a volte no. È un recinto nel quale, comunque, puoi realizzarti.”

Le Offerte per i sacerdoti

La “missione” di sacerdoti come don Matteo è resa possibile anche grazie alle Offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani.

Dal proprio parroco al più lontano. Ogni fedele è chiamato a parteciparvi, a titolo personale o della propria famiglia. L’Offerta è nata come strumento di comunione tra sacerdoti e popolo di Dio e delle parrocchie tra loro. Per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II.

Nel 2018 sono state raccolte 98.927 Offerte, per un totale di 8.801.301,17 euro. Queste concorrono a rendere possibile la remunerazione mensile dei 30.985 sacerdoti secolari e religiosi a servizio delle 224 diocesi italiane e dei 2.956 sacerdoti che, per ragioni di età o di salute, sono in previdenza integrativa. Sono sostenuti così anche circa 400 sacerdoti impegnati nelle missioni nei Paesi in via di sviluppo come fidei donum. Il contributo è deducibile fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno.

Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte e l’8xmille vengono allora in aiuto alla quota capitaria.

L’8xmille oggi è strumento ben noto e non costa nulla di più ai fedeli. Le Offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più, ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora le Offerte coprono circa l’1,8% del fabbisogno e per remunerare il clero diocesano bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma il loro significato indica un’ulteriore consapevolezza e partecipazione alla vita di tutte le comunità italiane, oltre che della propria. I contributi versati vengono inviati all’Istituto centrale sostentamento clero di Roma, che li distribuisce equamente tra i preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile che va dagli 870 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione.

Info: www.insiemeaisacerdoti.it