ATI Agrigento, Consiglieri di Bivona e Santo Stefano Quisquina: precisazioni su dichiarazioni associazioni Konsumer e Titano

In merito ad alcune dichiarazioni fatte in questi giorni dalle associazioni Konsumer e Titano, sulla problematica che riguarda l’ATI di Agrigento, crediamo sia necessario fare alcune precisazioni. 

Vogliamo ricordare alle suddette associazioni che attualmente il nemico dei consumatori, degli agrigentini e dei siciliani tutti, è il governo regionale, e non i Comuni cosiddetti “ribelli” che non hanno consegnato le reti idriche al solo fine di proteggere i propri cittadini e tutelare l’acqua e i diritti civili ad essa connessi.

Il Presidente Musumeci, con un proprio atto palesemente antidemocratico, ha commissariato un’assemblea democratica di 43 Sindaci che stava lavorando per rendere di nuovo pubblico il servizio idrico integrato, in linea con la volontà popolare espressa nel referendum del 2011. 

Reputiamo la decisione di commissariare l’ATI Ag9 un tentativo del governo siciliano di impedire una futura gestione pubblica del servizio idrico, un’azione spregiudicata tesa a un ritorno al passato al solo fine di favorire società private o preparare addirittura il subentro di Siciliacque, società Italo-francese partecipata per il 25 percento dalla regione siciliana.

Pertanto, non accetteremo ancora una volta artifizi e raggiri allo scopo di propinarci feroci commissari intenzionati a frenare il percorso di ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato.

Non si capisce come mai le provincie di Enna e Caltanissetta, dove i gestori non hanno nemmeno raggiunto gli obbiettivi contrattuali previsti, non sono state interessate dal provvedimento. Forse proprio perché in quei territori il servizio idrico è gestito da privati.

Riguardo alle strumentali accuse di chi sostiene: “l’acqua per uso potabile è molto cara perché ci sono Comuni che non hanno consegnato le reti”, vogliamo rispondere che l’acqua è cara perché è alto il prezzo di acquisto da Siciliacque, società straniera che in tutti questi anni, per mano del governo Cuffaro con il grande imbroglio del sovrambito, continua a ricevere ingenti fondi pubblici, senza mai realizzare opere per il miglioramento delle condotte agrigentine ridotte a colabrodo.

In questa fase delicata di scontro tra l’ATI e il dipartimento acqua e rifiuti c’è chi non perde occasione per alimentare vecchie divisioni ormai ampiamente superate.

Alle associazioni Konsumer e Titano, preoccupate soltanto di attaccare giornalmente i comuni non consegnatari, vogliamo far notare che, se hanno a cuore veramente il bene dei consumatori e dei cittadini della provincia di Agrigento, stanno completamente sbagliando bersaglio.

Ci chiediamo come mai queste associazioni non iniziano una battaglia vera, forte e determinata contro quell’unica cordata d’impresa che in questa regione gestisce captazione, accumulo, potabilizzazione, adduzione e tutte le infrastrutture pubbliche, per rivendere l’acqua dei siciliani ai siciliani con un rincaro del 300 percento?

Ci chiediamo come mai nessuno pone l’attenzione sulle sorgenti gestite dalle multinazionali che prelevano 10, 20, 30, litri di acqua /secondo per imbottigliarla e rivenderla ricavando ingenti profitti?

Ci chiediamo come mai nessuno protesta per chiedere a Musumeci se intende portare a compimento la legge regionale 19/2015 e revocare la concessione alla grande multinazionale Italo-francese Siciliacque? 

Per chiarire una volta e per tutte il ruolo dei comuni non consegnatari, ci chiediamo:

chi è più criminale la multinazionale che ha ricevuto concessioni quarantennali a canone irrisorio rivendendo l’acqua a prezzi esagerati ai cittadini siciliani oppure i Comuni che non hanno consegnato le reti ai privati, ma hanno gestito il servizio in modo pubblico, efficace, efficiente ed economico, garantendo l’accesso all’acqua a tutti i cittadini del proprio comprensorio e a quelli della provincia?

Accusare i comuni non consegnatari, o addirittura tentare di impedire il riconoscimento dell’art 147 D.LGS. 152/2006 é cosa triste.

A nostro avviso queste associazioni con deliberate bugie non stanno facendo un buon servizio né ai consumatori, né ai cittadini e nemmeno al processo di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato nella provincia di Agrigento, poiché questo atteggiamento ha il solo fine di aumentare le divisioni all’interno dell’ATI alimentando il gioco di chi ha intenzione di lucrare sulle spalle degli agrigentini.

Siamo convinti che i fruitori del servizio e tutti i cittadini agrigentini, se ben informati, abbiamo tutti gli strumenti per comprendere chi sia il vero nemico della gestione pubblica dell’acqua.

In questo delicato momento crediamo che associazioni, cittadini, sindacati, consiglieri comunali e sindaci debbano indignarsi di fronte a tutto questo e lottare in modo che venga svelato il gioco occulto di chi antepone l’interesse del profitto all’interesse pubblico.

Una cosa è certa, se verrà impedita la funzione democratica dell’Assemblea Territoriale Idrica di Agrigento, faremo di tutto per continuare, come in passato, a difendere la gestione diretta del servizio idrico, gestione che reputiamo da sempre la più economica, efficace ed efficiente.

I consiglieri comunali 

#Cittadinibivona

Antonio Chiaramonte 

Salvatore Marrone

Carola Calafiore

Rosalia Baio

I consiglieri Comunali

La via delle rondini

Salvatore Presti

Clotilde Reina

Gianluca Pizzo

Rino Ferlita