Caos acqua a Palermo, U.DI.CON Sicilia: “chiarezza sui responsabili del pastrocchio”

«Mezza Palermo per lunghe ore non sapeva se potersi fidare dell’acqua del proprio rubinetto di casa o meno. Siamo di fronte a un pastrocchio, se non a una vicenda che sconfina nel penale, che non deve passare come se niente fosse. Per questo dopo il caos di ieri l’U.Di.Con Sicilia ha sporto un formale reclamo all’Amap riguardo la presunta inidoneità al consumo umano dell’acqua del serbatoio Petrazzi, e si riserva di intraprendere ulteriori azioni nelle opportune sedi a tutela dei cittadini».

Lo rende noto il commissario regionale dell’Unione per la Difesa dei Consumatori (U.Di.Con.) Marco Corsaro, a seguito del caso acqua potabile a Palermo. Ieri si sono susseguiti annunci e smentite da parte dell’amministrazione comunale, dell’Asp e dall’Amap sul divieto all’uso potabile dell’acqua distribuita in città tramite i serbatoi Petrazzi alto e basso.
«Fino a stamattina non sono arrivate notizie chiare dall’amministrazione. Chiediamo certezze – rimarca il commissario Corsaro – e l’individuazione dei responsabili di tale grave disguido. Formuliamo all’Amap anche l’invito, aprendosi al confronto con le associazioni dei consumatori, a rivedere i protocolli di attivazione della fase di emergenza per ridurre al massimo il disagio e il pericolo per i cittadini. La gestione dilettantesca e caotica della vicenda, specie dal punto di vista della comunicazione istituzionale – conclude il dirigente U.Di.Con – impone al Comune di Palermo, all’Amap e all’Asp un’assunzione di responsabilità nei confronti dei consumatori che pagano le bollette anche per avere garanzie di sicurezza sull’acqua potabile».