Coronavirus, le disposizioni dell’Arcivescovato di Agrigento

Sembra che al momento il mondo sia in standby, un vuoto che all’apparenza sembra bloccato da un’epidemia, se così si può chiamare. Il COVID-19 o comunemente chiamato Corona virus ha completamente fermato tutte le attività ovvero: scuole, parrocchie, cinema, teatri e attività di ogni genere. Ma oltre a essere attenti a lavarsi bene le mani, a evitare contatti fisici con la gente come ci spiegano molti conduttori televisivi, social media, istruttori, virologi e tanti altri, bisogna andare in fondo a questa triste vicenda e comprendere veramente cos’è questo coronavirus. Prima di tutto bisogna partire dal presupposto che sono una vasta famiglia di virus, noti per causare malattie che possono essere il comune raffreddore a malattie molto più gravi. Si basa tutto sul filamento RNA positivo con un aspetto simile ad una corona al microscopio elettronico, sono stati identificati a metà degli anni sessanta. Il virus che causa generalmente questa epidemia è la SARS, possiamo dire che appartiene a questa famiglia di virus ma non è lo stesso virus. In poche parole questa malattia è la maggiore responsabile della nuova mattia chiamata COVID-19, i sintomi più comuni sono la febbre forte, tosse, difficoltà respiratorie, nei casi molto più gravi può causare anche la morte. Andiamo a vedere adesso costa sta vivendo in modo particolare la diocesi di Agrigento: Come ben sappiamo sono state bloccate tutte le attività… e quindi anche le parrocchie e gli oratori sono esonerate da ogni forma di laboriosità sia giovanile che sociale. Ma la Santa Messa in se non può essere fermata anche, perché è una celebrazione eucaristica in quanto per il buon cristiano è fondamentale non farne a meno. Ecco le regole fondamentali che ha designato e illustrata rigorosamente la Chiesa Cattolica: le chiese restino aperte solo per la preghiera personale e si abbia l’accortezza di togliere l’acqua lustrale;
tutte le celebrazioni con concorso di popolo siano sospese, incluso il Mercoledì delle Ceneri e i momenti di preghiera quaresimale della comunità (come via crucis o liturgie penitenziali) o di gruppi specifici; non sono ammesse nemmeno celebrazioni o momenti di preghiera all’aperto, né in santuari o in cappelline;
ogni sacerdote celebri in forma privata in chiesa a porte chiuse o in altro luogo adatto, per evitare concorso di popolo; si suggeriscono, ad esclusione del Mercoledì delle Ceneri e delle Domeniche di Quaresima, alcuni formulari particolari:
“Per qualunque necessità” (formulario 2), MR pag. 827;
“Per gli infermi”, MR pagg. 822-823;
Dalle Messe della Beata Vergine Maria, si suggeriscono i seguenti formulari:
Madre della consolazione, pag. 133;
Mediatrice di grazia, pag. 99;
Salute degli infermi, pag. 142.
poiché domenica 1 marzo non è possibile celebrare l’Eucaristia, i fedeli sono dispensati dall’obbligo del precetto festivo e invitati a santificare la festa con un momento di preghiera personale o familiare, oppure seguire la Messa attraverso la televisione o la radio;
per il sacramento del Battesimo, si inviti a rimandare la celebrazione; qualora ci fossero fattori contingenti e bisogni familiari, si celebri in modo il più possibile ristretto, invitando alla presenza dei soli parenti;
per il sacramento del Matrimonio, si celebri in modo il più possibile ristretto, invitando alla presenza dei soli parenti;
per la celebrazione dei funerali: si svolgano in forma privata, cioè senza suonare le campane per la Messa, evitando i cortei dalla casa e al cimitero; la celebrazione è consentita invitando a circoscrivere la partecipazione ai soli parenti;
nell’eccezione della celebrazione per funerali o matrimoni, a scopo precauzionale, si chiede di non invitare al gesto dello scambio di pace e di distribuire la comunione solo nelle mani secondo le norme vigenti;
per la celebrazione del sacramento della riconciliazione, non sono permesse le preparazioni comunitarie, né per adulti, né per i ragazzi; se qualche fedele chiede singolarmente, non si usino i confessionali, ma preferibilmente luoghi areati come ad esempio la sagrestia o la navata;
tutte le iniziative comunitarie e oratoriane siano sospese: catechesi, incontri di preghiera, ritiri spirituali, incontri di gruppo, riunioni, conferenze, gite, pellegrinaggi, iniziative o uscite culturali o aggregative;
gli ambienti oratoriani siano chiusi: bar, sale della comunità, cinema e teatri, cortili, campi da gioco o sportivi, come pure altri luoghi di ritrovo di pertinenza parrocchiale o religiosa;
gli spazi parrocchiali non vengano concessi per feste o incontri privati.i parroci che avessero una radio parrocchiale possono usare di questo strumento per collegarsi con i fedeli nelle case, secondo le indicazioni relative alla celebrazione della Messa sopra indicate;
si può inoltre suggerire ai fedeli la celebrazione della liturgia delle ore; a questo riguardo c’è la comoda APP della Conferenza Episcopale (scarica la versione Android – scarica la versione Apple) che in modo facile ha anche il supporto audio. Inoltre il vescovo della diocesi di Agrigento sua eminenza Mons. Francesco Montenegro ha ufficializzato un comunicato a tutte le parrocchie della diocesi agrigentina:DISPOSIZIONI DELL’ARCIVESCOVO.