Medici contro il coronavirus senza protezioni

Il COVID-19 è una guerra, causa lo stesso numero di vittime. Vittime che muoiono da soli, senza nessun familiare accanto, senza un funerale, proprio come i soldati in trincea.Una guerra che ha visto vincere la Cina contro il COVID-19  grazie alle sue strette sui comportamenti di tutti i cittadini cinesi, una  dittatura che in questo caso ha tutelato la vita dell’ intera collettività. Ma in Italia, lo stesso nemico evidenzia scenari differenti, la mortalità ha già superato quella cinese e la guerra sembra non avere fine. La democrazia non riesce a stringere sui comportamenti ed abitudini degli italiani quanto la dittatura cinese. Non solo, mancano le armi per difendersi. Mentre la Cina è riuscita a garantire l’ indispensabile per contrastare il virus, in Italia manca tutto il necessario, ancora. Oltre a medici ed infermieri, mancano i respiratori e terapie intensive. Mancano i dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari negli ospedali. Mancano le mascherine per i cittadini ed i prodotti disinfettanti.Come possiamo sperare di vincere questa guerra senza le armi? senza il necessario? Gli ospedali stanno diventando focolai,  gli operatori sanitari contagiati a loro volta contagiano inconsapevolmente colleghi e pazienti. Il 9% dei contagiati in Italia sono operatori sanitari.  Come si è ridotta in queste condizioni la nostra  4 potenza mondiale?  Non si riesce ad arrestare  questa pandemia, i contagi si moltiplicano di giorni in giorno. Siamo stati attaccati alle spalle dal nemico, ci siamo ritrovati con soli 5000 terapie intensive su tutto il territorio nazionale contro le 28000 media europee. Con 30000 unità sanitarie in meno. Con ospedali ridimensionati o addirittura chiusi, come se in Italia fosse garantita l’ immortalità. Interi territori sprovvisti di una rete sanitaria sufficiente per assistere la popolazione presente. Oggi, si tenta di rimediare ai danni causati per decenni. Medici ed infermieri stanno facendo miracoli, ma solo  con la loro  professionalità e la loro devozione  non si può vincere, soprattutto contro questo nemico. Servono immediatamente gli strumenti necessari e le protezioni per gli operatori sanitari. Non si possono mandare  uomini in trincea senza il minimo indispensabile. Ma è ciò che sta accadendo ogni giorno in Italia. Uomini e donne, consapevoli di essere contagiati, pronti nonostante tutto, a tutto. Ad oggi, il COVID-19 sembra essere più forte sull’ Italia che in Cina.Bisogna attuare linee dure sui comportamenti dei cittadini e fornire del necessario gli ospedali, oppure non andrà bene per noi. Il destino dell’ Italia dipende soprattutto oggi, dal buonsenso dei cittadini.Possiamo aiutare i nostri medici ed infermieri, possiamo evitare stragi, rimanendo in casa.Se vogliamo salvarci come la Cina, dobbiamo fare tutto ciò che ha fatto la Cina. Non possiamo pretendere lo stesso risultato facendo meno sacrifici di loro. Gli operatori sanitari non possono rimanere a casa perché devono salvare vite umane, noi possiamo salvare pure vite umane, rimanendo a casa. 
Serena Navetta