Covid 19: come si sta muovendo l’Asp a Marsala e non solo

L’ospedale Paolo Borsellino di Marsala si sta rimodulando alla luce dell’emergenza in atto ma soprattutto per essere pronto ad un’eventuale aumento delle necessità della provincia.

Gli interventi rientrano nel piano di sicurezza che l”Asp di Trapani sta mettendo in campo e di cui abbiamo parlato proprio con il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, Fabio Damiani.

All’ospedale Paolo Borsellino di Marsala in questo momento sono stati attivati 38 posti letti dedicati al Covid 19 e 6 posti letto di terapia intensiva.

“Tutti i posti letto sono stati attivati con le dovute precauzioni” – precisa Damiani rispondendo in questo modo alle notizie circolate nei giorni scorsi in cui alcuni membri del personale sanitario del Paolo Borsellino avrebbero lamentato una gestione poco chiara dell’emergenza.

“Abbiamo dovuto convertire, in urgenza, ospedali che mai e poi mai si sarebbe potuto immaginare dovessero vivere una situazione di questo genere. Dobbiamo farlo per la tutela della salute pubblica. L’abbiamo fatto a Marsala, Trapani e Castelvetrano e andremo avanti. Se nella provincia di Trapani la situazione epidemiologica dovesse peggiorare saremo pronti” – afferma Damiani.

All’interno del presidio ospedaliero marsalese ad esempio sono tutt’ora in corso lavori per adeguare l’ospedale ad un’eventuale aumento dei casi di Covid 19 in provincia.

In una situazione emergenziale la provincia di Trapani potrebbe mettere in campo fino a 170  posti letti.  

Non è escluso che in futuro, in base all’evolversi dell’emergenza, potrebbe essere attivati ulteriori posti letto. In un’ipotesi, attualmente lontana, di particolare necessità non si esclude la possibilità che possa essere rimesso in funzione anche l’ospedale di Salemi attualmente dismesso.

In merito all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da parte del personale del Paolo Borsellino, Damiani precisa che, come stabilito dai protocolli, la dotazione al personale cambia a seconda del reparto in cui opera.

“Posso assicurare che gli operatori sanitari che operano nel pronto soccorso, nel pre-triage, nei reparti Covid, nella  terapia intensiva Covid, operano con tutti i dispositivi di protezione individuale previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Istituto Superiore di Sanità: mascherine FFP2 ed FFP3, tute repellenti, occhiali, guanti e calzari. – afferma Damiani – Chi non opera in questi reparti avrà una mascherina chirurgica perché questo prevede il protocollo” – conclude Damiani.