Il tampone che manca e la quarentena che non finisce: la storia di Davide

Come è ormai ben noto, chi è rientrato in Sicilia in questo periodo d’emergenza deve stare in isolamento volontario. Finito il termine di quarantena, bisogna eseguire il tampone rinofaringeo per avere la certezza che si tratti di un individuo sano e che quindi non comporti rischio per la comunità.

E’ quanto stabilito dall’ordinanza n. 7 del 20 marzo scorso, emanata dal Presidente della Regione Nello Musumeci.

L’ordinanza ha una sua logica nel contenimento del contagio ma si sta scontrando con la realtà dei fatti. E’ nota infatti la scarsità di reagenti e di tamponi, cosa che  – di fatto –  impedisce o comunque rallenta la procedura con il risultato che ci sono cittadini rimasti sospesi nel limbo tra una quarantena finita e l’impossibilità di ritornare alla propria casa e di ricongiungersi con la propria famiglia.

E’ quanto sta accadendo in quessti giorni anche a Davide che ci ha chiesto di raccontare la sua storia.

Davide è tornato in Sicilia dall’estero il 19 marzo scorso e si è sottoposto all’isolamento familiare lontano dalla propria famiglia. Tale periodo si sarebbe dovuto concludere proprio oggi 2 aprile ma, secondo l’ordinanza del 20 marzo scorso, i soggetti in isolamento prima di poter dichiarare conclusa la quarantena devono essere sottoposti a tampone rinofaringeo.

Proprio oggi però l’Asp di Trapani gli ha comunicato che “si è nell’impossibilità di poter ottemperare all’ordinanza del Presidente della Regione per fatti contingenti non dipendenti da questa amministrazione”.

In sostanza il tampone non potrà essere fatto nell’immediato e Davide dovrà restare in attesa di ulteriori comunicazioni.  Una situazione che aggrava ulteriormente la situazione di difficoltà che le famiglie e i lavoratori già vivono. Le domande che Davide si pone sono tante: cosa fare? Quando potrò ritornare a casa? Perché fare un’ordinanza con l’obbligo di fare i tamponi a fine quarantena se poi si è impossibilitati  a farli a tutti?

Ma soprattutto: come è possibile in tal modo avere un’idea chiara di quanti siano i positivi al Covid 19?

Sono domande che Davide si pone e ci pone e che, a nostra volta, giriamo a chi di dovere.

Siamo consapevoli che, come evidenzia la stessa Asp, nessuna responsabilità può essere attribuita ad essa per la situazione che si è venuta a creare.

Si tratta purtroppo di quanto accede anche per mascherine e dispositivi di protezione individuale a seguito della grande richiesta di questo periodo che li rende difficili da reperire.

Ma dall’altra parte ci sono uomini, cittadini, lavoratori che restano in attesa, lontano da tutti.