Coronavirus: contagiati medico e infermieri del carcere “Uccella”, Ruggirello ha i sintomi del covid19 ma non effetuano il tampone

È stata respinta l’ennesima richiesta di scarcerazione, in cambio dei domiciliari, avanzata dai leali di Paolo Ruggirello, attualmente detenuto nelle carceri casertane di Santa Maria Capua a Vetere. La motivazione, questa volta, riguarda le sue condizioni di salute. L’ex deputato ha sintomi influenzali riconducibili al coronavirus, così come lui stesso ha comunicato alla figlia durante le telefonate consentite. La sua condizione è peggiorata dalla chiamata, risalente al 25, marzo a quella dell’1 aprile. Monica percepisce dalla voce del padre il suo malessere, ed è lui stesso a comunicargli che lo hanno messo in isolamento, che i sintomi sono peggiorati, che il tampone non è stato ancora effettuato nonostante i suoi solleciti. Ed è proprio il carcere “Uccella” ad essere temuto come un potenziale focolaio dal momento che il 20 marzo, pubblicata su testata nazionale, è circolata la notizia del contagio due infermieri in servizio presso il carcere in questione, dopo che la settimana prima era risultato positivo il dirigente medico del servizio penitenziario. La struttura che ospita oltre mille detenuti e 460 agenti di polizia penitenziaria, è stata attenzionata dai Radicali per il Mezzogiorno Europeo, con una richiesta indirizzata al Direttore del carcere, al Dirigente dell’Asl, al Presidente del Tribunale di Sorveglianza, al Garante regionale dei detenuti, al Presidente della Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere, per sapere se vengono applicati protocolli e procedure adeguate al trattamento dell’epidemia. Anche l’associazione Antigone, appresa la morte del primo decesso in carcere per corona virus, fa pressing su misure urgenti per i detenuti per evitare un contagio inarrestabile e garantire soprattutto il diritto universalmente sancito alla salute.
Antonella Lusseri