Decreti e coprifuoco. Io sto con il Procuratore Luigi Patronaggio

Il capo della Protezione Civile Borrelli annuncia che dobbiamo stare in casa ancora per molte settimane, probabilmente  anche il primo maggio. Le misure restrittive, vista la situazione, sono destinate a rimanere in vigore. Inoltre chiarisce che i contagi restano perché sono frutto dei comportamenti passati. Al Centro-Sud c’è una crescita costante e non esponenziale dei contagi, ma ci sono tanti focolai che si accendono e che vanno spenti subito. La curva dei contagi rallenta. Un dato che fa ben sperare o almeno dimostra che le misure restrittive adottate e l’isolamento stanno dando i primi risultati nel contenimento del virus. Rimanere in casa in tempi di coronavirus, è necessario. Anzi, è doveroso. Purtroppo questo messaggio non è stato “recepito” da tutti. Gli impiegati nei supermercati di Agrigento, ma anche della provincia, ci segnalano che “ci sono ancora persone irresponsabili: senza guanti e senza mascherina. Gente che esce di casa e si reca nei supermercati solo per comprare qualche scatoletta di tonno. Il governo ha emanato misure urgenti di contenimento del contagio. L’efficacia delle disposizioni dei decreti  del  Presidente  del

Consiglio dei ministri dell’8, 9, 11 e  22  marzo  2020,  e  di quelle previste dall’ordinanza del Ministro della salute Speranza del 20 marzo  2020 e dall’ordinanza del 28 marzo 2020 adottata dal  Ministro  della Salute non sono bastate a convincere i cittadini che bisogna stare a casa. Non è  bastata la sanzione pecuniaria prevista (da euro 400,00 a euro 3.000,00) prevista per chi viola le misure di contenimento stabilite per dal governo per l’emergenza Coronavirus.

 Purtroppo le sanzioni relative alle limitazioni agli spostamenti stabilite non sono sufficienti. Mentre il governo con il DPCM del 25 marzo ha depenalizzato la violazione del “coprifuoco” imposto per contrastare la pandemia di Coronavirus che sta mettendo in ginocchio il mondo intero, i  furbetti continuano ad uscire di casa magari per comprare una scatoletta di tonno  al supermercato. A fronte di un fenomeno così grave e diffuso, bisognava autorizzare il sequestro dell’automezzo e la quarantena in galera per i contravventori. sempre nel rispetto delle garanzie e delle libertà democratiche e soprattutto nel rispetto verso tutto il personale medico e infermieristico che ad oggi conta 69 morti e 3750 contagiati sulla prima linea del fronte contro il virus