LA VOCE DI CHI NON HA VOCE

Siete pronti…? via…, dichiaro ufficialmente aperta la corsa alla ricerca di errori di grammatica, errori di punteggiatura e di sintassi nell’articolo che mi appresto a scrivere e a tal proposito mi corre l’obbligo di chiarire alcune cose:
La prima è, che non appena si ritorna alla normalità e si può uscire, contatterò la gentile signora, che in un post ha scritto che mi devo dedicare alla grammatica (si dedicasse alla grammatica) per vedere se è disposta a darmi lezioni di grammatica, privatamente e a pagamento, della serie “non è mai troppo tardi “.
La seconda farvi sapere che io scrivo, soprattutto, per la gente comune, come me, per quelle persone istruite o semianalfabeti, che non sono legati mani e piedi al carro del potere, e ai quali interessa capire il significato di quello che scrivo senza tener conto se vi sono errori grammaticali. Per quelle persone che, indipendentemente dal grado di istruzione, non hanno la possibilità di sapere la verità di quello che succede nel palazzo comunale.
In tal senso ho rovistato nel cassetto dei ricordi per tirar fuori quel ruolo che molti anni fa ho avuto cioè la “LA VOCE DI CHI NON HA VOCE”.
In questo periodo non voglio fare polemiche voglio solo fare da cassa di risonanza, come ho detto prima, per tutti quei cittadini istruiti e non che, mi perdonano gli errori grammaticali, e che hanno capito che la mia è una voce libera, non influenzata da niente ne da nessun movimento ne da nessun partito.
Che hanno la certezza che la mia voce non è legata al potere in quanto non ho mai goduto di nessun beneficio da chi ci amministra, non ho mai chiesto posti di lavoro per i miei parenti più o meno prossimi ne avendoli chiesto sono in attesa che chi li ha promesse li mantenga.
Non solo non li ho mai chiesto, ma non li chiederò mai in quanto sono libero e privo di bisogni solo in queste condizioni posso garantire che la mia informazione è pulita e disinteressata…
Sono orgoglioso di essere stato definito vecchia volpe in quanto la vecchiaia mi dà la saggezza che va aggiunta all’astuzia e all’intelligenza della volpe.
Facciano attenzione i giovani rampanti, che pur di far carriera si arrampicano sugli specchi, lo specchio si può rompere e se si dovesse rompere si rischia di restare con il culo per terra.
E’ a tutti noto che gli Enti si stanno adoperando per inviare agli enti locali aiuti economici da destinare a famiglie bisognose ed evitare in questo modo la deflagrazione dell’economia locale e un sostentamento adeguato. Lo stato trasferisce al Comune di Castelvetrano 284.906 euro e la Regione con provvedimento del Presidente Musumeci ben 623.020 euro, quindi complessivamente il nostro Comune ha a disposizione circa 1.000.000 di euro da destinare alla crisi economico familiare derivante dall’emergenza sanitaria. Dovrebbe essere una manna dal cielo per i nostri cittadini che potranno attingere in questo periodo a fondi straordinari per buoni spesa e spese di sostentamento primario. Tali somme dovrebbero essere utilizzate con tempestività e trasparenza, ma invece no, il nostro sindaco non è d’accordo e sostiene che questo denaro andava canalizzato ai comuni e destinato alla riduzione dei tributi per cittadini, imprenditori e professionisti. Scusi sindaco e la gente cosa mangia nel frattempo? Ma non contento il sindaco addirittura continua ad attaccare il Presidente definendo tale iniziativa, “il solito provvedimento alla siciliana…”. Ma lei sa di essere sindaco di una città? come si fa a dire una eresia del genere, forse il nostro sindaco non ha del tutto dimenticato il ruolo di bancario e ragiona ancora con un’ottica speculativa dimenticando che oggi è il sindaco di una città che continua ad attraversare uno dei momenti più difficili della propria storia e di cui i cittadini ne sono una componente essenziale, cittadini che sono anche suoi elettori. Come fa in un momento così tragico a fare certe affermazioni? Magari dimenticando che in un comune come il nostro lo stato di bisogno sociale aumenta a dismisura di giorno in giorno purtroppo anche grazie all’emergenza sanitaria. Quando si renderà conto di quanta gente bisognosa c’è nella nostra città e di quante domande verranno inoltrate, forse cambierà idea e invece di andare in giro a fare foto e a si dedicherà una volta per tutte alla guida di una città che non merita tutto questo. Non è stato né previgente né tempestivo negli interventi andando sempre a traino oggi di questo suggerimento domani dell’altro e magari copiando anche ciò che i sindaci efficienti di comuni viciniori hanno brillantemente portando avanti, mai una iniziativa propria e lodevole. Non si dimentichi che la nostra è una comunità bisognosa e precaria. La macchina comunale opera nella confusione più totale e non si riesce ad emanare un provvedimento che abbia una valenza importante per la nostra comunità. Oggi si sente più che mai l’assenza di un assessore al bilancio e ai tributi che possa con competenza e tempestività agire nel solo interesse dei nostri cittadini e delle nostre imprese. La sua arroganza le impone di non confrontarsi con nessuno e non cogliere nessun suggerimento utile solo perché teme che altri possano essere più bravi di lei, ma questo non è un gioco a discapito dei cittadini o delle nostre imprese, è il momento peggiore del dopoguerra che andrebbe gestito con la saggezza di un buon padre di famiglia che riconosce di avere dei limiti notevoli ricorrendo all’aiuto di tutti coloro i quali possono essere utili alla causa e a migliorare lo stato in cui viviamo. Diventi umile e si cali tra noi comuni mortali, perché alla fine di questo terribile momento, del suo operato dovrà rendere conto a tutta la cittadinanza che ancora oggi lamenta una guida inadeguata e con grande senso di responsabilità rispetta le regole dell’isolamento con sacrifici crescenti di giorno in giorno.
Chiudo questo mio sfogo ricordando a tutti che per uscire da questa pandemia dobbiamo stare a casa non uscire se non per necessità inpellenti perché è a tutti noto che insieme si vince da soli non si va in nessuna parte, per cui non usciamo stiamo dentro.
Giovanni Nastasi