Cibo e quarantena: alleati o nemici

“NE USCIREMO OBESI MA NE USCIREMO” Questa frase è diventata un tormentone nei social, da quando restiamo a casa a causa del coronavirus.

Per saperne di più abbiamo posta la domanda alla, giovane, dott.ssa Debora Ragolia, tra le più brave nutrizioniste della provincia.

La dott.ssa Debora Ragolia, dopo la laurea in scienze biologiche, nel 2016 consegue la laurea magistrale in alimentazione è nutrizione presso l’Università degli studi di Milano discutendo una tesi sperimentale sull’educazione alimentare in età scolare con una votazione di 110/110 e lode.

L’anno successivo si abilita all’esercizio della professione e si scrive all’Ordine Nazionale dei Biologi ed inizia subito la libera professione di nutrizionista, con innumerevoli successi professionali.

Collabora con aziende di ristorazione collettiva del territorio ed è impegnata in molte attività di educazione alimentari rivolte agli alunni delle scuole infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

Giovanni Nastasi

Oltre che dalle naturali esigenze fisiologiche (stimolo della fame, gusti…) e dalle tipiche influenze di contesto (sociali, culturali, economiche…), la condotta alimentare di ciascuno di noi dipende strettamente dal funzionamento psicologico-emotivo.
E’ noto che lo stress e le emozioni modificano il comportamento alimentare in diversi modi.
Infatti, se uno stress acuto, quale una grave lesione fisica, provoca sempre una riduzione dell’appetito, al contrario uno stress elevato e prolungato nel tempo (stress cronico) produce negli esseri umani risposte antitetiche: si stima, che il 30% delle persone reagisce allo stress cronico mangiando meno del consueto, mentre la maggior parte di esse, nelle stesse condizioni, si
sovraalimenta.
L’emergenza che stiamo vivendo, in seguito alla pandemia da Covid-19, ha innescato importanti reazioni di stress che inevitabilmente si ripercuotono sulle abitudini alimentari.
Come se non bastasse la noia, la tristezza e la solitudine di questo periodo, che ha visto stravolte le
nostre confortevoli routine, ci espongono ulteriormente agli eccessi alimentari.
Una volta chiarito che molto spesso ciò che ci spinge a mangiare non è “la fame biologica”,
possiamo provare a correggere la nostra condotta alimentare, riconoscendo la fame-non fame, meglio nota come “fame nervosa”.
Il Cibo non è un anti-stress: mangiare colma il vuoto del momento, ma l’appagamento dura poco ed è illusorio. La sensazione di benessere immediato che riceviamo dal cioccolatino, dal sacchetto di patatine o dalla fetta di torta, va ricercata piuttosto in quell’hobby che abbiamo trascurato, in quel corso che non abbiamo mai avuto il tempo di seguire, in quella sessione di allenamento quotidiano che in tempi normali è impossibile da fare e, ancora nella meditazione, nella preghiera, nella lettura
di un buon libro: insomma, dobbiamo imparare a trarre benessere da un’attività che ci arricchisce, ci rilassa, ci migliora e non da “uno strumento” che semplicemente riempie.
Impariamo a gestire la noia: aggirarsi per la cucina, aprire di continuo il frigo e la dispensa non sono il modo migliore per occupare il tempo; creiamo invece una nuova routine alimentare.
Organizzare il menù settimanale, in modo da avere una alimentazione varia e soprattutto evitare di uscire di casa ogni giorno per le provviste, imparare a fare la spesa consapevole, per esempio non acquistando snack che potrebbero tentarci, riordinare la dispensa e il frigo, inventare nuove ricette sfruttando cereali integrali e legumi che richiedono tempi lunghi di ammollo e cottura, preparare torte e biscotti artigianali per la colazione di tutta la famiglia, cosi come allestire una piccola serra di erbe aromatiche da utilizzare in cucina in alternativa al sale, sono alcuni modi semplici per superare la noia e migliorare le abitudini alimentari.
E perché no, ogni tanto concedersi il lusso della noia.
Infine, impara a riconoscere la fame, quella vera! Quanto tempo fa ho mangiato l’ultima volta? Le quantità erano scarse? Bevi un bicchiere d’acqua e pensa alle risposte: se sono passate meno di due ore e le porzioni erano abbondanti, allora non si tratta di fame, ma solo di voglia di mangiare, che può essere trasformata in voglia di impegnarsi in qualcos’altro.
In questi giorni ricorre nei messaggi e nelle chiamate che ricevo una domanda: esiste un cibo/una dieta che previene, protegge o cura il coronavirus?
Purtroppo no, anche in questo caso non esistono alimenti o diete miracolose, così come non esiste una “dieta speciale” per le infezioni virali in genere.
Tuttavia è dimostrato che una corretta alimentazione e il mantenimento di un peso e di uno stato nutrizionale adeguati sono importanti per mantenere il nostro sistema immunitario nelle migliori condizioni possibili. Anche in questo caso, allora è possibile fare qualcosa: ma che cosa?
A difesa del nostro sistema immunitario dobbiamo ricordare di:

  • scegliere alimenti a basso-medio indice glicemico, come cereali integrali e derivati, riso basmati e legumi (non abbiamo scuse, solo tutto il tempo per cuocerli!).
  • Consumare quotidianamente cinque porzioni di frutta e verdura fresche e di stagione, privilegiando i prodotti del territorio, acquistando i vegetali che si conservano meglio e che possono essere proposti in varie forme (vellutate, insalate, centrifughe, alla griglia..) e sopratutto alternandoli per colore, in modo da fare scorta di vitamine, minerali e altre preziose sostanze bioattive.
  • Includere abitualmente nell’alimentazione yogurt, kefir, skir, crauti, miso (prodotto dalla soia) e altri prodotti fermentati. I cibi fermentati influenzano positivamente gli abitanti (microbioma) del nostro intestino, da cui dipende buona parte della nostra salute.
  • Evitare o comunque limitare i cibi particolarmente raffinati, le bevande zuccherate e gli alcolici;
    optare invece per qualche quadratino di cioccolato fondente di qualità o per un buon dolce preparato a casa usando prodotti locali (farine di grani antichi, miele, frutta fresca…).

Mantenere un’idratazione adeguata (1,5-2l di acqua al giorno), svolgere regolarmente attività fisica (a casa!), portare in tavola solo ciò che si è scelto di mangiare evitando gli eccessi, insieme ai suggerimenti precedenti, salvaguarderanno la nostra salute ed eviteranno di far guadagnare chili in
eccesso.
In conclusione, l’unica risorsa che abbonda in questo tempo di crisi è il tempo; avere tempo può rappresentare l’occasione per lavorare sul rapporto con il cibo, migliorando la qualità della propria vita.

Dott.sa Debora Ragolia