Caso Ruggirello: misure fasciste secondo Sgarbi, tutele ai presunti innocenti

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Nuovi contagi nel carcere casertano.

È stata annullata l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Palermo che aveva confermato il rigetto della istanza di scarcerazione del GIP presentata dagli avvocati Carlo Taormina e Vito Galluffo, difensori di Paolo Ruggirello, detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.Il Tribunale della Libertà di Palermo dovrà ora rivedere la propria decisione secondo le direttive della Corte di Legittimità.
L’ex deputato regionale risultato infetto da coronavirus e ricoverato presso l’ospedale Cotugno di Napoli, non è l’unico contagiato nel carcere casertano; altre tre persone sono risultate positive ma sono asintomatici e affidati alle cure del personale medico della struttura. Prima dei detenuti, erano risultati positivi un medico e un infermiere.  La direzione del carcere Uccella non ha dato seguito alle domande poste, per diritto di informazione, considerata la rilevanza sociale della questione, per sapere circa la presenza di altri malati e la possibilità di garantire le opportune cure mediche. Sulla questione carceri, giunge una forte critica da Vittorio Sgarbi, che in video intervista Skype sulla nostra testata, parla di “misure fasciste” quelle adottate dai procuratori che pare abbiano dimenticato che i detenuti stanno in celle di poche metri quadri, a distanza di meno di un metro. Per Sgarbi, loro che dovrebbero dare il buon esempio, palesemente violano i decreti legge emanati dal Governo. “Quando il ministro non libera una parte di popolazione detenuta, soprattutto, quelli in attesa di giudizio fa un reato grave perché contraddice le sue stesse norme previste dal decreto – incalza Sgarbi – Ho più volte detto al ministro di liberare le carceri da chi ha un provvedimento di misura cautelare in carcere in attesa di giudizio, al fine dI consentire la presenza di massimo due detenuti per cella”. Si tratta di un provvedimento necessario per il rispetto del cittadino innocente fino a prova contraria; ovvero presunto non colpevole perché ancora deve essere processato. Sgarbi attribuisce, inoltre, la piena responsabilità al ministro Bonafede che è responsabile del primo malato e del primo decesso in carcere. E tira in ballo il caso Ruggirello, in stato di detenzione da un anno, sulla base di valutazione del pm e del gip, che hanno stabilito tramite intercettazione la colpevolezza di mafia, mitizzata, per Sgarbi, in ogni fatto solo perché si svolge in Sicilia. Senza mezzi termini, nella sua intervista, parla di razzismo e di misure disumane, violente, di torture, che tolgono la libertà e il diritto alla vita a persone probabilmente innocenti.

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