“Il Museo Pasqualino a casa tua” : l’Opera dei pupi tra tradizione e nuove tecnologie

Nell’augurarvi una serena Pasqua, vi invitiamo a seguire le video presentazioni promosse nell’ambito dell’iniziativa #ILMUSEOPASQUALINOACASATUA.Tradizione e nuove tecnologie costituiscono il tema centrale di questa quarta settimana, dedicata al teatro di figura e in particolare all’antica tradizione dell’Opera dei pupi, il teatro tradizionale siciliano delle marionette.Risalente al 1800, ha riscosso enorme successo presso i ceti popolari ed è considerato uno degli esempi più significativi della memoria storica e dell’identità culturale della Sicilia tanto da essere proclamata dall’UNESCO nel 2001 Capolavoro del Patrimonio orale e immateriale dell’umanità. E’ caratterizzato da marionette rivestite da elaborate armature di rame o alpacca e rappresenta prevalentemente storie d’argomento cavalleresco in lunghi cicli. Nella metà del secolo scorso, Giusto Lo Dico e dopo di lui Giuseppe Leggio sfruttarono l’interesse popolare per queste storie, ancora vivo in Sicilia come in molte altre parti d’Europa, compilando una summa in prosa: La storia dei Paladini di Francia, che riunisce in continuità storica ininterrotta le trame di tutti i poemi e romanzi carolingi sui quali riuscirono a mettere le mani. Gli spettacoli venivano rappresentati a puntate, in cicli narrativi che duravano molti mesi, all’interno di locali situati nei quartieri più poveri. Gli spettatori, quasi esclusivamente maschi adulti e bambini, seguivano le storie con grande partecipazione emotiva, identificandosi negli eroi positivi e infierendo sui malvagi, talora fino a distruggere il pupo odiato.L’Opera dei pupi creava le condizioni per un fiorente artigianato. Il puparo si adoperava nel manovrare i pupi e nel costruire il pupo: l’ossatura, in legno massiccio, composta da un busto al quale sono ancorate la testa mediante un gancio, le gambe, articolate secondo un movimento pendolare e le braccia, completamente libere di muoversi perché fissate alle spalle mediante un segmento di stoffa imbottita. L’armatura è realizzata in lamierino o ottone e lavorata a sbalzo.Il puparo si occupava anche della realizzazione di scenari e cartelloni. Questi ultimi erano una dotazione necessaria del mestiere, servivano a segnalare la presenza del teatro nella via o nel vicolo e soprattutto a dare notizia al pubblico dell’episodio della Storia dei paladini di Francia che sarebbe stato rappresentato in quella serata, fungendo anche da promemoria degli episodi che erano già stati rappresentati e che dovevano succedersi. Un cartellino con la scritta “oggi” veniva spostato di giorno in giorno da un riquadro all’altro ed un riassunto della serata veniva applicato con spilli sulla parte del cartellone le cui scene non riguardavano lo spettacolo della serata. I cartelloni, appesi all’esterno del teatro alla mercè delle intemperie e del sole, tendevano a rovinarsi e venivano ridipinti senza eccessive preoccupazioni per l’esattezza del restauro, anche da una mano diversa da quella dell’autore, oppure venivano smantellati e la tela ricavata era utilizzata per dipingere scene e fondali. Ogni giorno, alle 15, su Facebook, Instagram, Twitter e sul sito del Museo, sarà condiviso un video, un excursus che parte dal teatro di figura generale, passa poi all’ antica tradizione dell’opera dei pupi e giunge infine alle nuove tecnologie per la valorizzazione e fruizione di questo prezioso patrimonio culturale.
Si comincia lunedì 13 aprile con la condivisione della prima parte del video Per filo e per segno, prodotto nel 1990 dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari di Palermo, con la regia di Roberto Andò. Un viaggio nell’universo dei pupi, burattini, marionette, ombre e figure animate presentato dal Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, che si concluderà martedì 14 aprile con la seconda parte del video.
Le giornate di mercoledì 15 e giovedì 16 aprile sono invece dedicate alla condivisione della prima e della seconda parte del video Nasce un paladino a cura di Roberto Andò e Rita Cedrini, prodotto nel 1985 dall’Università di Palermo, Facoltà di Lettere e Filosofia – Laboratorio Antropologico.
 Si prosegue venerdì 17 aprile con il progetto multimediale La Rotta di Roncisvalle. Un cartello animato di Emanuele Romanelli: animazione 2D di un cartellone tradizionale dell’opera dei pupi di Palermo, custodito al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino.
Sabato 18 aprile sarà la volta del documentario in 3D Pupi a 360 gradi di Alessandra Grassi, un’opera intersettoriale che intreccia i linguaggi dell’opera dei pupi, del film documentario e delle nuove tecnologie audiovisuali.
Infine, domenica 19 aprile colori in mano e tanta creatività per il laboratorio Come i pupi raccontano… Per i più piccoli torna BIMBILAB ma questa volta online! Si tratta di un ciclo di laboratori creativi volti alla conoscenza e all’approfondimento di alcune delle collezioni del Museo legate alla tradizione del teatro di figura nazionale, internazionale e contemporaneo. 

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Il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino aderisce alla campagna di prevenzione del Ministero dei Beni culturali e del turismo #iorestoacasa.

Teniamoci compagnia! Rimaniamo a casa e apriamo virtualmente le porte alla cultura!

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L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “The Human Library. I libri sono uomini” promosso dall’ Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari di Palermo in collaborazione con ALAB–Associazione Liberi Artigiani Artisti e sostenuto dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – Direzione generale creatività contemporanea e Rigenerazione urbana, Piano Cultura Futuro Urbano – “Biblioteca di quartiere”.

The Human Library. I libri sono uomini” prevede la realizzazione di servizi culturali e bibliotecari aggiuntivi attraverso un programma per la valorizzazione della memoria orale e attività formative. Concept del progetto è la narrazione, nelle sue diverse forme, quale strumento atto a sviluppare know how  e trasferire contenuti e competenze che, rielaborati e ricreati con strumenti opportuni, possono innescare meccanismi virtuosi in termini professionalizzanti e di sviluppo sostenibile in risposta lla marginalità sociale ed conomica del quartiere. Propulsori del progetto sono la Biblioteca “Giuseppe Leggio” e il Centro biblio-documentario sulle tradizioni popolari siciliane di Palazzo Tarallo quali presidi culturali, istituzionali e sociali dei mandamenti della Kalsa e dell’Albergaria della città di Palermo. www.ilibrisonouomini.it