venerdì, Marzo 29, 2024
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Fsi-Usae: “Il nostro decalogo per la ripresa economica, la riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e per la tutela della salute pubblica in Italia”

 Con due lettere, di pari contenuti, indirizzate da una parte ai Parlamentari e dall’altra al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Presidenti delle Regioni il Segretario Generale della Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione USAE ha indicato il decalogo del sindacato per la ripresa economica, la riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e la tutela della salute pubblica in Italia. 

Nella lettera prima di elencare i dieci punti della proposta, il Segretario Generale ha ricordato le ipotesi emendative da inserire nelle conversioni dei Decreti legge assunti dal Governo e rammentato che, dalla sua accorata lettera al Ministro della Salute, sono trascorsi 56 giorni, 165.155 contagiati e 21.645 morti ma che il Ministro Speranza non ha fatto nulla di quanto era effettivamente necessario. Così come non ha messo in atto nemmeno una delle azioni che la Fsi-Usae aveva indicato in materia di protezione e di profilassi dei lavoratori. Anzi, con il combinato disposto  dell’articolo 7 del Decreto Legge n.14 del 9.3.2020 e articolo 1 comma 2 lettera h del Decreto Legge n.6 del 23.02.2020, il Ministro ed il Governo hanno espressamente previsto che agli operatori sanitari fossero precluse sia le misure di prevenzione necessarie che la quarantena.

La Fsi-Usae ha quindi stigmatizzato il fatto che da settimane la gente comune abbia  qualificato gli operatori sanitari come “eroi” (che il sindacato definisce più semplicemente dei “Professionisti” con la P maiuscola) e ha elencato il piano in dieci punti che ha messo a disposizione di tutti per la ripresa economica, la riorganizzazione del SSN e per la tutela della salute pubblica in Italia:

1. immediata revisione del Patto della Salute con cambio di paradigma e abbandono del sistema delle aree vaste; 

2. potenziamento della rete ospedaliera territoriale (con almeno un ospedale ogni 30/50.000 mila abitanti (ovvero per zone pedemontane o disagiate come le isole minori);

3. apertura nuovi Ospedali e IRCCS dedicati ai ricoveri e alla ricerca per le malattie infettive (vecchie e nuove);

4. diversa dipartimentalizzazione e nuova classificazione del personale che dia spazio alle competenze delle nuove professioni nell’organizzazione aziendale; 

5. ospedali ad alta specializzazione come HUB di riferimento ogni 250/300.000 abitanti;  

6. rivalutazione ed incremento degli stipendi degli  operatori del Servizio Sanitario Nazionale; 

7. un nuovo sistema di accreditamento regionale che valga per il pubblico e per il privato che preveda obbligatoriamente:

a. servizi di pronto soccorso e servizi di rianimazioni   (in tutti gli ospedali e le cliniche in cui si eroga la chirurgia di qualsivoglia specialità); 

b. servizi di neonatologia (per tutti gli ospedali e le cliniche in cui vi sia un punto nascita);

c. obbligo a scorta di magazzino di DPI, per eventuali emergenze, adeguati al numero di dipendenti;

d. dimostrazione per tutti (ospedali e cliniche) della diretta capacità propria di  erogazione dei servizi di ausiliariato, farmacia, magazzinaggio, cucina, mensa, lavanderia;

8. detassazione totale della parte di salario derivante da accordi di secondo livello regionali e/o aziendali;

9. sanità territoriale organizzata in distretti comunali con ambulatori d7h24 (con tanto di guardie mediche ed infermieristiche) che sia coinvolgente della rete dei convenzionati;

10. riduzione dell’irpef  per i lavoratori dipendenti ai valori di tassazione delle rendite finanziarie (12,5 %) nonché totale deducibilità fiscale degli affitti e/o dei mutui prima casa e delle relative spese per utenze di acqua, luce, gas e telefono.

La federazione sindacale si è quindi messa a completa disposizione delle parti istituzionali per discutere e sviluppare ogni tema del piano in modo più approfondito.

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