Sogno, ma, con i piedi per terra

Si, proprio così, desidero sognare: Vorrei poter tornare a parlare e preoccuparmi dei lavoratori e del mercato del lavoro iniziando possibilmente da un tema parecchio caro, ai più, ovverosia della previdenza ponendomi alcuni interrogativi tipo:

sarà possibile andare in pensione e con quale Legge e, soprattutto, quando ?   

e, ancora,  come posso espletare al meglio il ruolo sindacalista in favore degli occupati e dei disoccupati ?   

come poter contribuire a sviluppare ed incrementare la produzione per creare opportunità occupazionali ?         

Vorrei potermi interessare  di tanto altro ancora….  ma temo, verosimilmente, di essere considerato un folle!!!  La cosa peggiore è sapere che,  magari,  la critica maggiore  la subisco all’interno di quel perimetro lavorativo che dovrei considerare, quasi,  come casa propria  sentendomi dire da taluni soggetti:  come puoi parlare in questo momento di questi temi ? Non vedi che per adesso il nostro problema è altro ?  Siamo in emergenza, come puoi pensare a parlare di altro o, peggio, non ritieni che non è il momento ?  Desidererei essere smentito ma, converrete, l’unico  argomento trattato, oggi, in qualunque luogo e mezzo: lavorativo, domestico, televisivo, cartaceo è il solo COVID-19 .     

Mi preoccupo, ribadisco,  che non sarò più in grado di parlare di previdenza e di tutte quelle attività che rappresentano  la sintesi per un  sindacalista. Mi manca ciò che viene definito ” pane quotidiano”…

Mi chiedo, sarà pure un grido d’allarme che avverto, vedendo lungo se  avrò  più un  rapporto/confronto, da sindacalista, coi lavoratori ? Cosa ne sarà del lavoratore isolato, a lavorare da casa, senza poter contare più  in un ambiente di lavoro tipo ?  Vorrei poter chiedere, ancora, ad uno psicologo:  cosa ne sarà, sempre dello stesso lavoratore isolato a casa, dopo un po’ di tempo che non si confronta più con i colleghi ?

…. è risaputo che se vuoi male a  qualcuno: auguragli la solitudine. La solitudine, mi è stato insegnato,  rappresenta il peggior  nemico dell’uomo… Non credi?   

 Mi chiedo, diversamente, come possiamo intervenire se tutti parlano, ultimamente, che tra le soluzioni per combattere il propagarsi del contagio e limitare il contenimento degli assembramenti è promuovere e favorire  lo Smartworking….

 Bellissimo termine ….  persino i bambini sono nelle condizioni, oggi, di conoscerne il significato !!!!             

 Per il sindacato, il mio pensiero, sarà l’inizio della sua stessa fine . Sono convinto che se Ti soffermi, con una modesta analisi, troverai  da solo le ragioni per cui sono convinto della fine del sindacato. T’assicuro che non sono pessimista ma, tutt’altro, realista. Mi permetterai, spero, un po’ d’ironia: sai quanto me o, se preferisci, più di me dell’affetto che il lavoratore, prova, ha per il sindacato. Vero ? Non ti vedo stupito !!!   Sono convinto che, costui, approfitterà della condizione prossima e triste  per manifestare, con la cancellazione al sindacato, la disaffezione che nutre per il sindacato.  In poche parole, è facile dedurre, non si sente più motivato per cui: perché dovrebbe sostenere un organizzazione, un apparato  – come veniamo spesso considerati –  dal momento che non si vede più, nel luogo di lavoro, con il proprio sindacalista? 

E, ancora, quando e come faremo gli incontri con gli organismi statutari dell’Organizzazione ?  E, inoltre, quale momento potremmo più avere per indire assemblee con i lavoratori ?

Sono riflessioni, le mie, immagino legittime. Tuttavia, visto la mole degli interrogativi, mi taccio al momento perché sono sicuro che, tra non molto tempo, saremo chiamati ad affrontare l’argomento sebbene conosco pure, per certi versi, le affermazioni filosofiche che verranno sciorinate da eminenti sindacalisti nelle varie assisi.

Mi congedo sottolineando che la mia, odierna, non è affatto una critica distruttiva ma la constatazione triste di una realtà che ci troveremo, prestissimo, innanzi.    Ad major !!!!

Il Responsabile Territoriale UilCom

Francesco SILVANO