Marsala, il Covid-19 e il rilancio del tessuto economico. Intervista a Mauro Plescia (Lega)

L’Italia, la Sicilia, e nel nostro caso Marsala, si è trovata a combattere un nemico invisibile, il Covid-19, e questo ha indotto la cittadinanza ad una quarantena forzata per più di quaranta giorni. A tal proposito, abbiamo intervistato il Commissario comunale della Lega Salvini Premier di Marsala, Mauro Plescia.

Plescia. Come hanno affrontato, secondo Lei, i marsalesi questo periodo inaspettato?

La risposta dei cittadini è stata, sin dal primo giorno, positiva, e stanno combattendo in modo adeguato per salvaguardare la propria salute e quella delle persone care.

Tutta la cittadinanza deve essere ringraziata e premiata per l’impegno, la fermezza ed il senso di responsabilità con cui sta fronteggiando le difficoltà dell’emergenza in corso.

Per quanto riguarda la questione dell’Ospedale, la Lega di Marsala per prima, aveva espresso dubbi sulla scelta dei dirigenti asp di dedicare l’intero ospedale alla crisi covid-19, oggi questi dubbi sembrano essere condivisi da molti.

Fin dal primo giorno abbiamo manifestato la totale contrarietà a destinare il nostro Ospedale ai soli pazienti Covid-19, e non abbiamo mai avuto una risposta al riguardo, né da parte dell’Asp, né da parte dell’Amministrazione.

E’ risultato, a nostro parere, inappropriato smantellare la struttura sanitaria di una città costituita da più di 80 mila abitanti, senza avere la certezza futura che, dopo l’emergenza, questo riacquisisca lo stesso valore di prima, ma possa invece risultare depotenziato.

Ritengo che sia stato inopportuno lasciare alla deriva un’intera cittadinanza, poiché non si è pensato alla cura di altre patologie gravi, e tenere in funzionamento reparti importanti come Cardiologia, Ginecologia, Ostetricia, Pediatria, per non parlare del Pronto Soccorso.

Quale logica ha portato al sacrificio dell’intero nosocomio per la gestione di una decina di pazienti covid di media dall’inizio della crisi?

Questa domanda non ha avuto una risposta dignitosa. Non era più logico adibire a covid-19 il nostro vecchio ospedale? Domande, credo, mosse dal buonsenso!) Fatto sta che oggi i marsalesi non hanno più un ospedale ne un pronto soccorso funzionante, le sembra normale questo? A me sembra una follia!

Avete posto all’attenzione i vostri dubbi agli organi competenti?

Certo. Nelle settimane successive alla crisi ho fatto diversi incontri sulla vicenda, facendo presente l’assurdità della vicenda alla Segreteria Provinciale del Partito, che ringrazio per la sua vicinanza, ed al capogruppo della lega all’ARS a cui abbiamo chiesto di interessarsi direttamente della cosa sia con i dirigenti ASP che con l’Assessore alla Sanità. Abbiamo da subito sollevato dubbi e chiesto chiarimenti, ma ad oggi, non abbiamo ricevuto risposte soddisfacenti e soprattutto non abbiamo avuto rassicurazioni chiare sul ripristino di tutti i reparti che costituivano l’ossatura del nostro nosocomio prima della crisi.

Adesso siamo di fronte alla fatidica fase 2: secondo Lei, come bisognerebbe ripartire dal punto di vista locale?

Un primo sguardo dobbiamo darlo, senza dubbio, al Turismo.In Italia il turismo comporta il 13% del PIL, ed è uno dei settori più importanti dell’economia siciliana, e di conseguenza di Marsala.

Nel 2019 si sono registrate, a Marsala, 185 mila presenze.

La Lega a livello nazionale ha presentato un piano strategico per il turismo risultato della collaborazione con associazioni e operatori del comparto turistico; questo ascolto della categoria ha portato alla creazione di un documento corposo con la proposta di numerosi provvedimenti in favore delle aziende che lavorano nel settore.

Anche al livello regionale sono state proposte alcune misure, come le giudica?

Guardi le misure proposte dall’assessore al turismo si concentrano sull’offerta e potrebbero essere sintetizzate con il motto “vieni in Sicilia, la vacanza ti costerà pochissimo”

E non le piace?

Non è che non mi piace, lei farebbe oggi una vacanza gratuita in Lombardia solo perché economicamente conveniente?

La Sicilia non è la Lombardia e fortunatamente l’emergenza sanitaria qui da noi ha avuto un impatto notevolmente inferiore rispetto alla martoriata Lombardia, ma lei crede che per un potenziale turista straniero ci sia differenza?

Comprensibilmente, nella loro rappresentazione l’Italia è la Lombardia e siccome la Sicilia sta in Italia, la Sicilia è come la Lombardia.

Si tratta di un pericoloso sillogismo che andrebbe scardinato con un piano di comunicazione efficace che posizioni la Sicilia come regione virus free.

Chi detiene le redini della politica turistica regionale dovrebbe concentrarsi sulla domanda e non sull’offerta, pensando che la domanda più forte è quella sulla sicurezza.

C’è un bellissimo articolo di cui invito la lettura pubblicato pochi giorni fa da Balarm a firma di Giovanni Callea che ha oltretutto ricevuto numerosissime condivisioni il che ci fa capire che il tema sia molto sentito, dove si spiega benissimo questa posizione; l’autore in quell’articolo fa l’esempio della compagnia aerea Emirates che fa fare i tamponi ai propri clienti prima dell’imbarco tamponi il cui risultato viene dato 10, 15 minuti dopo. Da un punto di vista psicologico, il viaggiatore che sceglie quella compagnia sa che viaggerà in sicurezza ed è questo quello che conta.

Ecco, credo che questa dovrebbe essere la linea del governo regionale, ossia investire in comunicazione e sicurezza; in fondo siamo stati tra le regioni meno colpite dal virus, siamo stati bravi, cerchiamo di esserlo anche nella ripresa.

E Marsala?

A livello cittadino si può fare tanto, non accanirsi con il pagamento del suolo pubblico 2019 ad esempio, azzerare quello del 2020 e rivedere drasticamente il pagamento della Tari per tutte le aziende del settore turistico e del comparto della ristorazione.

Inoltre bisognerebbe ridurre l’imposta sulla concessione delle insegne pubblicitarie ed intervenire con la riduzione dei canoni di locazione per i mesi di chiusura integrando tale contributo al credito disposto dal cura Italia.

Condividiamo inoltre l’idea di riaprire il nostro cimitero permettendo alle numerose aziende del settore floro-vivaistico di non sprofondare in una crisi senza uscita.

Lei si sente ottimista o pessimista per il futuro prossimo del paese

Sono un pessimista attivo. Oggi viviamo in quello che gli psicologi chiamano “spazio senza”: il passato non c’è più e la prospettiva per il futuro non è ancora definita. Credo che questa crisi sarà la catastrofe se la viviamo passivamente ma potrebbe essere un’opportunità se la riempiamo di coraggio; il coraggio di idee nuove che non possono che non passare dal nostro statuto di Regione autonoma. Solo l’autonomia può far risollevare la Sicilia.