Covid-19, scrive Roberto Cordaro: “Come uno tsunami sul settore turistico”

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Un crollo verticale, senza precedenti. Il mondo del turismo è in ginocchio con il 99% degli hotel chiusi. Tanto da definire un vero e proprio stato di crisi del settore.

“Ad oggi gli alberghi sono quasi tutti chiusi, e non per legge. La chiusura non ci è stata imposta da alcun Dpcm, ma siamo chiusi perché la domanda turistica è pari allo zero.
Solo in alcune zone, colleghi albergatori sono ancora aperti per svolgere una funzione sociale in quanto hanno messo a disposizione di governatori e prefetti migliaia di camere per ospitare sia il personale sanitario sia chi è stato posto in quarantena.

E’ chiaro che tutto ciò non basta a mantenere a galla un settore che costituisce il 13% del Pil e che ora è travolto dall’emergenza coronavirus come uno tsunami.
Secondo le prime stime effettuate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, il calo di presenze in Italia nel 2020 sarà pari almeno a 260 mln, circa il 60% in meno dello scorso anno.
La sola domanda turistica vale circa 20 miliardi di euro all’anno, oggi, invece, con la maggior parte degli hotel chiusi il trimestre marzo, aprile, maggio è destinato a chiudersi con l’azzeramento dei ricavi.
Quando si ripartirà, ci ritroveremo senza i turisti stranieri e con il solo mercato della clientela regionale che vale circa il 25% delle presenze, ma genera solo il 22% dei ricavi.

Come si usa dire in questi casi “cala la nebbia sul settore turistico.
La stagione estiva è alle porte ma che Estate sarà? Sono molte le strutture ricettive che stanno pensando di non riaprire, altre lo hanno già deciso. Per poter riaprire, infatti, ci vuole un numero minimo di clienti perché i conti devono pur quadrare. E poi ci vogliono poche regole ma chiare: in tanti stanno aspettando di capire come ripartire”.

L’OMS sta definendo un protocollo, per dare le istruzioni alle aziende ricettive su come gestire la fase di ripartenza in totale sicurezza per gli ospiti.

Il protocollo prevede una serie di misure, dalla sanificazione degli ambienti all’uso di mascherine e gel disinfettanti. Ma soprattutto il distanziamento tanto voluto dal Governo.

Ho già fatto una mappatura delle aree critiche all’interno della mia struttura ricettiva e su come si sposta il cliente all’interno della stessa. Cambierà sicuramente il modo di fare il check-in: il cliente dovrà sostare davanti alla reception il minor tempo possibile. Il sistema di gestionale che utilizziamo sta già lavorando su app per fare il check-in tramite telefono.
Abbiamo pensato di mettere un piccolo schermo in plexiglass alla reception in modo che sia dipendente che cliente possano stare in sicurezza. Lo schermo avrà un foro in basso per il passaggio degli oggetti. Pensiamo, poi, ad un approccio smart: un uso maggiore di carte di credito, sistemi di pagamento contactless, anche con cellulare.
Da imprenditore in logico stato di difficoltà penso che in questo momento il Governo Nazionale dovrebbe accelerare le modalità di immissione di liquidità nelle casse delle imprese, non in forma di prestito per pagare le tasse ma in forma di aiuto per chi ha perso una componente importante del fatturato. Dunque, credito d’imposta per gli affitti e rimborsi a fondo perduto. E ancora, stop al pagamento delle tasse per tutto il 2020 con
una proroga di tutti gli adempimenti fiscali che arriveranno a giugno, dall’Imu sugli immobili strumentali, all’Ires e all’Irap dell’anno precedente che si sarebbero dovuti pagare in base ai ricavi di quest’anno, passando per la Tari.

Se penso poi alla Tari l’aspetto è ancora più paradossale: saremo costretti a pagare una tassa sui rifiuti che nessuno ha prodotto. Dunque il rinvio delle scadenze fiscali è utilissimo in questo momento, bene anche i prestiti, ma queste misure non sono sufficienti”.

Di recente ho sentito parlare del “bonus vacanze” a cui sta lavorando il Governo.
Il bonus vacanze per le famiglie va bene, ma potrà aiutare solo se indirizzato in maniera effettiva per arrivare alle imprese italiane, tenendo alla larga gli intermediari stranieri.
Sarei più favorevoli all’idea di rendere deducibili le spese così da estenderlo a una fascia molto più ampia di popolazione. Questo permetterebbe anche di far uscire il turismo sommerso, ovvero tutti gli appartamenti affittati in nero (altra nota dolente del comparto turistico).
Se lo porti in deduzione, dovrai chiedere la ricevuta e quindi… il gettito Iva che verrebbe fuori da questa cosa compenserebbe in larga parte la spesa sostenuta per il bonus”.

Molti Comuni, italiani, hanno deciso di rinviare l’incasso della tassa di soggiorno per aiutare gli alberghi rimasti vuoti, la speranza in ottica di una possibile riapertura e che il Comune di Marsala cancelli la tassa di soggiorno (City Taxi) prevista a partire dal 15 Marzo 2020.

Se non si interviene subito, sostenendo economicamente gli operatori e investendo pesantemente in un piano di comunicazione, le conseguenze di questa emergenza sanitaria rischiamo di doverle subire a lungo.
Il rischio è di continuare a pagarle per anni, anche quando il Coronavirus sarà ormai diventato solo un brutto ricordo.
Noi del Relais Lo Stagnone noi vediamo loro di iniziare a postare e narrare sui Social gli emozionanti tramonti della Riserva Naturale dello Stagnone di Marsala.

Roberto Cordaro

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