Smaltimento sfabbricidi demolizioni Triscina, l’Associazione Triscina Sabbia D’Oro: “Ritrovamenti archeologici o segni di una incompiuta legalità”

E’ pervenuto alla nostra redazione, un comunicato stampa dell’Associazione “Triscina Sabbia D’Oro”, con il quale, i rappresentanti dell’associazione denunciano delle presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti e la conseguente bonifica, dovuti ai lavori di demolizione della case abusive di Triscina. A seguire vi proponiamo il comunicato integrale.

Giovanni Nastasi

Più volte si è parlato dell’incontrollato sistema di smaltimento dei rifiuti e della bonifica da effettuare nei siti post-demolizione delle case di Triscina (almeno così veniva imposto come obbligo nel contratto d’appalto datato 05.10.2018 Rep. n. 8484).

In tanti, ed a vario titolo, gli interventi fatti e pubblicati sull’importanza affidata alla salvaguardia e alla tutela delle aree e zone costiere laddove erano emerse situazioni che palesemente ne avevano o ne avrebbero potuto determinare grave rischio ambientale.
Avevamo provato a rappresentare le ragioni per le quali sarebbe stato opportuno che l’amministrazione comunale avviasse i dovuti accertamenti sulla corretta bonifica dei lotti di terreno ove erano state già abbattute le case abusive.

Siamo stati scambiati per trasgressori della legge. Accusati ancora di essere quelli che avrebbero tentato di INTRALCIARE IN OGNI MODO LE DEMOLIZIONI invece di quelli che chiedevano di fare luce sulle giuste e legali procedure da adottare per la buona riuscita del “PROGETTO di LEGALITA’” a Triscina di Selinunte, almeno nella fascia di inedificabilità
dei 150 mt dalla battigia.

Avevamo chiesto al sindaco di vigilare sulla regolarità dello smaltimento dei rifiuti in un sito di particolare interesse Comunitario (SIC e ZPS) com’è quello di Triscina ed, ancora, riproposto alcune domande sulla Gogemat S.r.l. e suo gerente (domande già poste ai responsabili della ditta Cogemat il 28.01.208 da locali redazioni giornalistiche che dopo oltre due mesi attendono ancora una risposta!).

Così come attendono risposte alcuni aspetti ed argomenti sollevati in ordine al rispetto del contratto d’appalto con riferimento alle demolizioni delle case di Triscina! Una storia a dir vero paradossale e dai contorni grigi che tanto spazio lascia a soggettive interpretazioni!!!

Ma il 10 marzo 2020 accade un fatto importante. Inaspettati ritrovamenti di reperti in località Triscina – strade nn. 155/c e 101 – ad onor del vero non catalogabili fra quelli “archeologici”, emergono dalle viscere della terra che in tutto il loro splendore si mostrano indisturbati alla luce del sole come blocchi di cemento e sfabbricidi. Sarà un segnale di misericordiosa provvidenza, o un evidente segno di una incompiuta legalità?

In verità, trattasi inconfutabilmente di reperti fondali (fondazioni in muratura e in cemento armato) appartenenti alle case di villeggiatura recentemente demolite dalla ditta Cogemat di Trapani.

E allora, alla luce delle “opere sottosuolo”, restituite alla vista dell’uomo, viene da chiedersi se è nell’interesse, e di chi, continuare a far finta di niente e ritenere regolari e/o complete le opere di demolizione: la distruzione e l’inquinamento indisturbato dell’ambiente e del paesaggio costiero, resta pur sempre ascrivibile a grave reato penale.

E se l’illecito penale si configura come “fatto grave” non v’è dubbio che il rinvenimento e/o l’insorgere di opere murarie e/o in cemento armato rimaste insabbiate nel sottosuolo dei siti dopo l’abbattimento delle case abusive (siti di proprietà del comune), dovrebbe immediatamente allertare i tecnici comunali, i responsabili del procedimento e l’A.C. tutta per l’istituzione di una COMMISSIONE di INDAGINE finalizzata ad accertare i fatti, le responsabilità e le entità dei danni ambientali cagionati al territorio ed eventualmente anche alla casse comunali.

Pertanto, nelle more che l’A.C. competente compia le necessarie operazioni di accertamento sull’entità del danno e la verifica sull’esistenza di eventuali altre opere e sfabbricidi rimasti nel sottosuolo non ancora rimosse, chiediamo se i fatti sopra esposti sono tali da considerarsi GRAVI INADEMPIENZE delle obbligazioni contrattuali stipulate il 05.10.2018 al Rep. n. 8484 tra il comune di Castelvetrano e la ditta Cogemat S.r.l. appaltatrice dei lavori di demolizione.

Convinti altresì dell’importanza delle problematiche esposte, RIVOLGIAMO appello alle Autorità e Istituzioni competenti ad accertare i fatti posti in essere con conseguente sequestro delle aree interessate dalla presenza di abusi ambientali, ed, al contempo, si invita il sindaco Alfano e la giunta comunale ad assumere con proprie determinazioni i provvedimenti necessari affinché tale incresciosa vicenda possa, in nome della legalità,
giammai contribuire ad alimentare pratiche e condotte di malaffare.

L’Associazione Triscina Sabbia D’Oro