Castelvetrano. La democrazia vacilla?

L’emergenza qui non è solo quella del Coronavirus c’è un’altra emergenza di cui pochi pare si siano accorti, l’emergenza democratica.
Cosa è cambiato? Nella sostanza nulla, basta guardarsi attorno e sorvolare sulla pandemia, perché fortunatamente non abbiamo avuto a che fare con il virus se non per pochissimi contagi, nella speranza che continui così, altrimenti sarà un’ecatombe.

Si è invece sviluppata un’irrefrenabile insofferenza alle critiche, adesso bisogna obbedire agli ordini del comando supremo pentastellato, altrimenti si verrà condannati per alto tradimento. Se non sei d’accordo è un problema tuo, taci, silenzio e obbedienza! Se invece malauguratamente qualcuno decide di esprimere la propria opinione le opzioni sono due, essere etichettato come contestatore seriale o venire insignito del titolo di “quelli che si nutrono di vecchie logiche politiche”, sì perché ormai chi non si lascia travolgere da questa ondata di “cambiamento ”, un po’ come accadde tempo fa con la “rottamazione”, in cui l’età anagrafica divenne la sola discriminante. Oggi invece il nemico è “quello di prima” non conta l’età, come, perché, basta non essere d’accordo e ci si ritrova nel girone di “quelli di prima”, anche chi prima non c’era affatto e magari si è ritrovato catapultato nel paese del cambiamento, (quando la vita decide di mettere a dura prova la capacità di resistenza), se non si “allinea” si ritroverà lo stesso dentro il girone, tutti uguali! Non c’è ragionevolezza, non un’analisi delle parole, si spara nel mucchio e la linea politica è sempre la stessa, voi avete fatto, voi avete detto, voi non meritate! Insomma, l’idea è che il peccato pervada il mondo e che il compito di purificarlo spetti a un gruppo di pochi eletti.

Rosetta Catalanotto

Persiste la convinzione che tutto quello che decidono debba essere accettato per fede, trascurando l’idea che un ordine sociale, per funzionare, ha bisogno di norme condivise e di fiducia reciproca, non ci si può adirare con la gente che critica se si fanno ordinanze alla “sbrigative”, ricordiamo tutti l’ordinanza plastic free, poi revocata, una sorta di gara per battere sul tempo “quelli di prima” o quella sul divieto dei falò, nemmeno tanto originale, elusa da un’assessora durante una cena in spiaggia, fino ad arrivare a quella di contingentare gli ingressi al cimitero che ha un area di oltre 47 mila mq e più accessi. Però visto che ci troviamo ancora in stato di emergenza sanitaria e lo fanno gli altri comuni, perché non dobbiamo farlo noi? Quando “così fan tutti” diventa una garanzia! Se poi si creano assembramenti perché la gente deve prenotare recandosi al cimitero, visto che gli impiegati, probabilmente colti da un eccesso di igiene non osano toccare il telefono per rispondere, onde evitare il rischio contaminazione, questo passa in secondo piano, anzi come dice qualcuno se non si potrà prenotare, lo si farà successivamente tanto i morti possono aspettare, infatti i morti hanno già atteso per due mesi date le necessarie misure restrittive, adesso invece sono i vivi che non vogliono più aspettare per seguire un’ordinanza che tra l’altro crea solo confusione e mette in pericolo la salute pubblica. È vero, le regole vanno rispettate, ma possono essere anche discusse, criticate e perché no, cambiate! Di questa opinione non sono molti, soprattutto, dopo che il Sindaco ha definito facinorosi alcuni cittadini, anche se per la verità non si è ancora capito cosa abbiano fatto di preciso questi facinorosi, visto che il comandante della polizia municipale pubblicamente ha affermato che era tutto sotto controllo, polizia e carabinieri, presenti, non hanno denunciato disordini, quindi chi erano questi facinorosi che hanno fatto saltare i nervi al primo cittadino, che tra l’altro non era presente? Le tante persone anziane che dopo due mesi si sono recate al cimitero e non essendo social hanno scoperto davanti al cancello che si potrà accedere solo dopo avere prenotato? O quelli che si sono lamentati perché costretti a cercare le tombe in mezzo ai cespugli? Dopo un anno di pulizia “straordinaria” fatta dallo stesso sindaco e dalla sua squadra è ovvio che la natura sia tornata ad appropriarsi dei propri spazi. Comunque un’ordinanza che è riuscita a creare assembramento nell’unico posto che per estensione e per numero di presenze mai sarebbe diventato luogo di “aggregazione”, ma qui si sono impegnati.

Poi, quando leggo commenti del tipo “sempre a lamentarvi, non vi sta mai bene niente, ci vuole più pazienza che competenza” mi convinco che molti nascano già programmati solo per ripetere cose che altri stabiliscono e quindi non ce la fanno a tenere conto di chi riesce a pensare in modo libero, agire ed esprimersi senza nemmeno il bisogno di offendere…ma quanto possono essere diverse le persone!

È bene che questi cittadini sappiamo che, almeno fino a quando il diritto di critica non sarà ascrivibile al reato di lesa maestà, la differenza tra democrazia e dittatura la farà la libertà di opinione, il dibattito pubblico che può essere condiviso o meno, ma non certo zittito o ridotto “all’unanimismo” imposto!

Rosetta Catalanotto