Sanità in Sicilia, 10 arresti per corruzione. Anche il manager dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani

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E’ bufera nella sanità siciliana. In un momento storico così particolare, in cui tutto ruota intorno al sistema sanitario,  arriva oggi  il risultato di una maxi operazione condotta dal Nucleo di Polizia economico –  finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo che porta a 10 arresti.

Intercettazioni, registrazioni video, appostamenti ed indagini documentali hanno portato a fare emergere un presunto sistema di corruzione nell’aggiudicazione di appalti pubblici nel settore sanitario: dalla gestione e manutenzione di apparecchiature ai  servizi di pulizia.

L’indagine ruota intorno a 4 gare d’appalto gare indette dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana e dall’ASP 6 di Palermo, a partire dal 2016,  per un valore di quasi 600 mila euro.

Sarebbero coinvolti a vario titolo sia funzionari pubblici che imprenditori.  12 le ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse nei confronti di altrettanti soggetti indagati a vario titolo per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti. 

Fra i nomi, spicca quello di Antonio Candela, ex Direttore generale dell’Asp di Palermo ed attuale Coordinatore per l’emergenza Covid-19 in Sicilia, che si trova agli arresti domiciliari.

In carcere invece l’attuale Direttore dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani, ex responsabile della Centrale unica di committenza della Regione.

ll G.I.P. ha disposto anche il sequestro preventivo di 7 società, con sede in Sicilia e Lombardia.

Sarebbero emersi sia passaggi di denaro in contante ma anche un complesso giro di operazioni contabili fra una serie di società.

Il prezzo delle tangenti, da quanto emerso, si aggirava intorno al 5% del valore della gara aggiudicata.

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