Tecniche gestione dello stress

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… Dove eravamo rimasti…?
Se ci trovassimo tutti insieme in una stanza e chiedessi quanti di voi, almeno una volta nella vita, si sono sentiti stressati o in ansia molto probabilmente vedrei molte mani alzate!

Stress e ansia, infatti, sono nostri compagni di vita. Non ne siamo immuni e
soprattutto è impossibile vivere senza di loro.

Cosa significa questo? Beh… una componente di ansia è presente in tutto ciò che facciamo, ci permette di essere pronti e di saper reagire. Essa, infatti, è una emozione di base che comporta uno stato di attivazione dell’organismo che si attiva quando una situazione viene percepita dal soggetto come pericolosa e che si traduce in una tendenza alla esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga, nonché in una serie di fenomeni fisiologici come l’aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco (tachicardia), della sudorazione, le vertigini, ecc..

Quando, però, l’attivazione di tale sistema diviene eccessiva, siamo di fronte
a un disturbo d’ansia che può intaccare e complicare la vita di una persona.
“Lo Stress psicologico avviene quando un individuo percepisce che la domanda ambientale eccede le sue capacità adattive.” S. Cohen

Dott.ssa Paola Di Natale

Il termine stress significa originariamente “pressione” e venne introdotto in medicina per analogia dalla metallurgia, dove indica la pressione che si applica a un metallo per testarne la resistenza.

I fattori stressanti possono essere gravi (come la morte di una persona cara), minori (come il traffico), acuti (per esempio, un incidente), o cronici (come un ambiente di lavoro competitivo).

“La completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo, ed in realtà, non possiamo evitare lo stress, ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio imparando di più sui suoi meccanismi, ed adattando la nostra filosofia dell’esistenza ad esso” Selye, 1974

Per capire meglio lo stress pensiamo a quando si fa cadere una mela: gli effetti non si manifestano nell’immediato ma aumentano nel tempo.

Lo stress, infatti, quando diviene cronico può portare a problemi cardiaci, respiratori, disturbi gastrointestinali, ormonali, urogenitali e problemi alla pelle.

Alzi la mano chi non ha mai desiderato avere una perfetta gestione dello stress in una determinata situazione!

Chiunque ha la capacità di superare lo stress: di fronte a situazioni di stress ognuno di noi mette in atto strategie che vengono definite strategie di coping: cioè l’insieme degli sforzi cognitivi e comportamentali attuati per controllare specifiche richieste interne e/o esterne che vengono valutate come eccessive le risorse della persona.

Le principali strategie di coping sono:

  • coping centrato sul compito: tendenza ad affrontare il problema in maniera diretta, cercando soluzioni per affrontare e risolvere i problemi;
  • coping centrato sulle emozioni: impegno nel mantenere una visione di speranza e controllo delle proprie emozioni in una condizione di disagio, oppure abbandono alle emozioni come la tendenza a sfogarsi o, ancora, rassegnazione;
  • coping centrato sull’evitamento: tentativo di ignorare la minaccia dell’evento stressante attraverso attività che distolgono l’attenzione dal problema: negazione del problema e negazione delle emozioni.

L’elemento più importante per fronteggiare positivamente lo stress, soprattutto nel caso di eventi duraturi nel tempo, è la flessibilità nell’usare queste strategie.

È importante non ostinarsi a focalizzarsi su un’unica strategia, ma riuscire a cambiarla quando si dimostra poco adatta. In tale senso è importante disattivare il “pilota automatico” e sviluppare consapevolezza delle nostre reazioni e dei nostri comportamenti.

Ecco alcuni esempi di strategie per la gestione dello stress:

  1. Sviluppare la consapevolezza dei nostri pensieri, delle nostre convinzioni e dei nostri comportamenti;
  2. Esplorare e modificare le aspettative e i pensieri connessi alla gestione dello stress, soprattutto disfunzionali;
  3. Avere un elenco grande di comportamenti in modo da aumentare la possibilità di tra quelli più adatti da adottare nelle diverse situazioni.

Ricordiamoci, sempre, come sottolinea il medico Hans Selye che ha studiato lo stress rivoluzionando il pensiero su di esso che “Non è lo stress che ci uccide, ma la nostra reazione agli eventi stressanti”.
Buona lettura

Dott.ssa Paola Di Natale
Psicologa-Psicoterapeuta

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