Il Forum ABC e le Associazioni Ambientaliste chiedono il ritiro del disegno di legge sui Beni Culturali in discussione all’Ars”

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Siamo attivisti politici, ambientalisti, movimenti, associazioni, sindacati riuniti nel Forum siciliano dell’Acqua e dei Beni Comuni e, grazie al tempestivo tam tam dei comunicati di Legambiente Sicilia, Zero Waste Sicilia, Italia Nostra, WWF, unitamente alle osservazioni della Confederazione Italiana degli Archeologi (CIA), abbiamo appreso del ddl assegnato lo scorso 14/02 ed in discussione mercoledì 27/05 in V Commissione.

Con il decreto legislativo n. 42 del 2004 e ss.mm.ii. il legislatore nazionale ha voluto normare la tutela, la conservazione e la fruizione dei Beni Culturali in modo che nessun interesse, se non quello del Bene Comune, prevalesse su quello privato in quanto inconciliabile con quello.

Il disegno di legge n. 698 del 2020, oltre che essere una cattiva copia, scrittura per di più scadente, di parti del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, conosciuto come Codice Urbani, emanato col D.lgs. n. 42 del 2004 e ss.mm.ii., punta allo svilimento delle Soprintendenze, cioè di organismi deputati esclusivamente alla tutela e salvaguardia del territorio e dei beni culturali, storici, artistici. Tentativo peraltro perpetrato da anni da parte di forze politiche che mirano soprattutto, dietro il paravento dello snellimento della burocrazia, a privilegiare la via degli incarichi di natura di derivazione fiduciaria, piuttosto che potenziare l’organico qualificato. Tanto al fine di favorire che il committente politico possa più facilmente condizionare le scelte delle istituzioni pubbliche.

L’affidamento ai Comuni e alle Città Metropolitane, con personale insufficiente e spesso non adeguatamente competente per l’esercizio di funzioni quali autorizzazioni, valutazioni di compatibilità paesaggistica delle opere edilizie, azioni di vigilanza, adozioni di provvedimenti sanzionatori, consegnerebbe il territorio e le risorse di questo nelle mani di chi fosse incline a compromessi e a far prevalere interessi localistici, che potrebbero non coincidere con quelli più generali della comunità nazionale. Laddove, invece, sono recentissimi gli esempi “virtuosi” di denunzia ed ostacolo ad ecomostri quali inceneritori, discariche abnormi, rigassificatori non autorizzati proprio grazie alla valutazione indipendente delle Soprintendenze. Fra tutti ricordiamo i casi di Messina in Valle del Mela per la A2A e di Enna in Contrada Muglie per la Oikos.

Occorrerebbe, piuttosto, potenziare i ruoli e le qualità professionali presenti negli uffici centrali e periferici dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, promuovendo nuove assunzioni di personale specializzato per concorso pubblico, invece che esautorare gli stessi uffici dai compiti previsti per legge, delegando l’Assessorato regionale del Territorio e dell’ Ambiente della redazione dei piani paesaggistici ed i Comuni della tutela dei Beni Culturali e del Paesaggio.

In questo frangente non possiamo far altro che riprendere le osservazioni già prodotte e citate in sede di audizione dalle associazioni ambientaliste più rappresentative e ribadire che, per tutti i motivi tecnico-giuridici espressi nelle sedi indicate, il DDL “ Disposizioni in materia di beni culturali e di tutela del paesaggio” in discussione all’ARS non è emendabile. Riteniamo pertanto che lo stessovenga respinto in toto, date la pericolosità e persino l’illegittimità delle norme sopra descritte, in quanto, a nostro giudizio, sono palesemente in contrasto con l’art. 9 dei principi fondamentali della Costituzione italiana.

Non può che chiedersi, quindi, il ritiro del ddl 698-500, stante, in aggiunta, la recentissima nomina del neo-assessore, Alberto Samonà, ai Beni Culturali e all’Identità siciliana. All’Assessore chiediamo, con l’occasione, di aprire un tavolo tecnico e partecipato delle professioni, delle associazioni, degli stakeholders già accreditati, per discutere di un’altra visione strategica della gestione dei Beni Comuni. L’ascolto sarebbe, probabilmente, una dimostrazione di consapevolezza e di cura della tutela olistica dei beni culturali, cui è necessario ed improcrastinabile tendere quale obiettivo di primaria importanza da perseguire in Sicilia.

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