M5s: “come mai il Comune di Catania ha affidato il servizio di videoconferenza in streaming ad una società a pagamento?”

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 Perché l’amministrazione comunale ha affidato il servizio, a pagamento, alla società Microvision per le videoconferenze in streaming degli organi istituzionali, quando lo stesso servizio può essere fornito gratuitamente?

A porre queste domande è il gruppo consiliare del M5s, in un’interrogazione che vede come primo firmatario Giuseppe Fichera.

Le pubbliche amministrazioni devono garantire lo svolgimento delle attività politiche e non potendo – a causa dell’emergenza Covid-19 – creare assembramenti, sono costrette a ricorrere a videoconferenze in streaming e alla relativa registrazione delle sedute dei vari organi istituzionali.

“Molti comuni italiani, già da mesi, hanno scelto la piattaforma digitale Asmel. L’associazione Asmel, infatti, offre a tutti i Comuni, associati e non, una piattaforma gratuita e senza limiti di tempo, garantendo anche supporto e assistenza da remoto durante l’intera durata del video-collegamento. Il Comune di Catania, ente in dissesto, ha affidato il servizio alla società Microvision, con un esborso di circa tremila euro. Forse il sindaco Pogliese e la sua giunta non erano a conoscenza dell’esistenza di Asmel e del fatto che avrebbero potuto avere lo stesso servizio non a pagamento? Forse avrà certamente dimenticato di applicare una regola fondamentale e cioè amministrare come un buon ‘padre di famiglia’” commenta il consigliere Fichera.

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