Marsala, Curcio e Manzo spiegano perché lasciano “Diventerà Bellissima”

Nei giorni scorsi Renato Curcio, coordinatore comunale di Marsala di Diventerà Bellissima. e Giacomo Alberto Manzo, consigliere dello stesso movimento con delega all’agricoltura, hanno ufficializzato le proprie dimissioni dal movimento.

Nella nota con cui hanno comunicato la decisione, Curcio e Manzo hanno motivato la scelta evidenziando come a Marsala fossero state “disattese le  linee programmatiche del Presidente Musumeci”.

Per capire meglio cosa è accaduto, abbiamo voluto ascoltarli entrambi.

Renato Curcio, ci può spiegare da dove nasce questa decisione?

E’ abbastanza semplice. I partiti politici e i movimenti civici si fondano sulle decisioni delle assemblee dei soci. Le mie dimissioni derivano da una sequenza di fatti. In un’assemblea di Diventerà Bellissima svoltasi a fine gennaio era stato proposto il sostegno alla candidatura alla carica di Sindaco dell’on. Giulia Adamo. La proposta era stata da noi accettata all’unanimità. Dopo circa un mese, dopo qualche settimana dall’annuncio della candidatura a Sindaco di Massimo Grillo, c’è stata un’altra assemblea in occasione della quale siamo stati chiamati a decidere se dare il nostro appoggio a Grillo superando la precedente investitura della medesima assemblea a Giulia Adamo. Nel momento in cui avviene ciò, io non posso continuare a mantenere il mio ruolo di coordinatore comunale all’interno di un movimento civico che si smentisce nel giro di un mese ma che soprattutto si rivolge ad una candidatura che non è di centro-destra ma che tende verso centro-sinistra.  

Il centro-destra ha una sua fisionomia, ha dei partiti e movimenti che lo appoggiano. Nel momento in cui il percorso di Diventerà Bellissima muta, questo non è più in linea con il mio profilo che è un profilo di un uomo di centro-destra. Ci tengo a precisare che non ho nulla da dire sulla figura politica e professionale di Massimo Grillo. Il problema non è la persona in sé. Ma nel momento in cui il fulcro del discorso si sposta da un candidato di centro-destra  ad uno di centro-sinistra, non mi sento più di appoggiarlo.

Giacomo Manzo, cosa l’ha spinto a prendere la decisione di lasciare Diventerà Bellissima? Le sue dimissioni ci hanno sorpreso, anche alla luce dell’amicizia che la lega all’avv. Ruggieri…

Il rapporto di amicizia con Paolo Ruggieri rimane ma non ho condiviso le scelte politiche. Ho sempre cercato di mantenere una linea dritta che non è altro che la rappresentazione integrale della volontà del Presidente Musumeci: un centro-destra unito. Non ho condiviso il percorso che autonomamente qualcuno ha fatto andando a frequentare tavoli dove c’erano rappresentanti dei moderati e del centro-sinistra. Credo che, prima di far parte di questi tavoli, vada sempre consultata la base dirigenziale di qualsiasi movimento, associazione o partito politico. A gennaio si era deciso di andare uniti verso un candidato o candidata di centro –destra ma, alla fine, ci siamo trovati nel corso di un’assemblea aperta, il 6 marzo scorso, di fronte ad una realtà totalmente diversa. Già in quell’occasione dissi che non condividevo la scelta e che mi sarei dimesso. Ho saputo poi dal coordinamento provinciale che le mie dimissioni erano congelate ma sono passati due mesi e, non avendo più ricevuto notizie, ritengo opportuno proseguire per la mia strada.

Curcio, alcuni pensano che la sua decisione sia legata anche ai rapporti di parentela che la legano a Giulia Adamo.  Riteniamo sia doveroso dunque ricordare che tutto il  suo percorso politico è sempre stato legato al centro-destra ed è quindi un percorso molto lineare e chiaro…

La ringrazio per questa domanda che mi consente di fugare alcuni dubbi dei concittadini, non corrispondenti a verità. Sono orgoglioso di avere come cognata Giulia Adamo, sia dal punto di vista personale che politico. Ma voglio precisare che ho iniziato il mio percorso politico nell’ MSI, nella segreteria dell’on. Franca Buccellato insieme a mio cognato Enrico Russo.  Quando l’MSI si è trasformato in Alleanza Nazionale, sono stato il primo coordinatore comunale di Alleanza nazionale a Marsala nominato da Gianfranco Fini per poi aderire al Popolo delle Libertà.

La mia storia è quella di un uomo di centro-destra. Sono sempre rimasto in quest’ambito. Ho continuato a interessarmi di politica perché ritengo doveroso impegnarsi per la cosa pubblica. Intendo la politica come un contributo di idee ed esperienza a favore della collettività e per cercare di risolvere i problemi del territorio.

Curcio, a livello regionale, abbiamo assistito all’ingresso della Lega nel governo Musumeci. A Marsala, invece forse proprio la presenza della Lega ha spinto alcuni partiti verso altre coalizioni….

Le indicazioni del Presidente Musumeci sono chiare: in tutte le eventuali tornate elettorali, Diventerà Bellissima dovrà concorrere in coerenza con quello che il Presidente chiama il perimetro regionale (Lega, Fratelli d’Italia, Diventerà Bellissima  e i partirti di centro) e il perimetro nazionale.

Anche a Marsala si sarebbe dovuto lavorare in funzione di questo. Probabilmente, sette/ otto mesi di tavoli dei moderati, dove Diventerà Bellissima ha sempre partecipato, hanno legato sempre il movimento a questa cordata di forze politiche, trascurando di interloquire con  quelli che dovevano essere i nostri principali e primi interlocutori ovvero Fratelli D’Italia, la Lega e Forza Italia. Questo è stato fatto in una sola occasione e quindi il nostro movimento si è trovato spostato più verso il centro-sinistra.

Curcio, c’è stato un dialogo fra voi e la segreteria regionale?

Il dialogo c’è stato ma i partiti hanno una gerarchia.  Nel momento in cui c’è in città un dirigente regionale del movimento,  con una carica dunque maggiore alla mia, è ovvio che partecipa a pieno titolo ai vari tavoli di concertazione. Io ho avuto solo una volta la possibilità di partecipare ad un tavolo. In quell’occasione erano stati invitati anche i rappresentanti di Lega e Fratelli d’Italia.

Curcio, come valuta la gestione del movimento in questi mesi?

Questo lo decideranno gli elettori. Certamente non mi si potranno attribuire delle  mancanze nel momento in cui il rapporto di comunicazione tra Diventerà Bellissima e i partiti del centro-destra non sono più ottimali.

Curcio, com’è il rapporto tra il Movimento e la popolazione?

Il movimento che esprime il Presidente della Regione gode di un tasso di gradimento importante. Poi sarà compito degli uomini che fanno parte del movimento essere presenti sul territorio, con i cittadini, nelle contrade, spiegare le iniziative e le idee per il futuro di Marsala. Questo io lo lascio gli altri.  Dimettendomi dal ruolo di coordinatore,  di fatto lascio anche il movimento.  Se il movimento deve appoggiare una coalizione di centro-sinistra, non può vedermi presente. Le elezioni sono ancora lontane, mi auguro che in futuro ci possano essere degli aggiustamenti e  quindi di partecipare con gli amici di Diventerà Bellissima all’elezione di un comune Sindaco. 

Manzo, c’è qualche progetto per il futuro?

Continuerò a fare quello che faccio, sono e rimango un uomo del centro-destra. Non cerco poltrone e non mi interessa fare carriera con la politica ma cerco di fare la politica per la mia città. Forse qualcuno ogni tanto lo dimentica. Non cerco visibilità.

Manzo, scorgiamo un pizzico di delusione…

Tanta amarezza. Non si può predicare bene e razzolare male. Qui c’è l’interesse di Marsala, crocevia del Mediterraneo, quinta città della Sicilia, uno dei più grandi Comuni d’Italia.

Noto molta amarezza anche in tanti amici che ogni giorno mi contattano e mi chiedono se Diventerà Bellissima è di destra o di sinistra. Questa incertezza di alcuni signori che vanno un po’ di qua e un po’ di là ha portato a perdere di vista le finalità di questo bellissimo movimento che il Presidente Musumeci ha voluto perché non c’è unità d’intenti.

Io tolgo il disturbo, chiudo la porta, spengo la luce: chi vuole continuare continui. Ovviamente l’amarezza rimane. Spero che la città di Marsala possa essere presa in considerazione non solo dalle forze politiche regionali ma soprattutto da chi la ama per cercare di risollevarla dalla palude in cui è caduta negli ultimi anni.