Cobas-Codir: “il cambiamento della Sicilia non può più attendere”

E’ arrivato il momento di svegliare dal torpore le varie componenti
dell’amministrazione: chiediamo ai dirigenti responsabili delle UOB, dei Servizi e delle Aree, che sono i principali terminali della governance, di fare venire fuori le difficoltà reali nel gestire la macchina amministrativa che – nonostante i problemi legati alla mancanza di risorse umane formalmente
autorizzate a svolgere il lavoro che in realtà svolgono – riescono a far raggiungere i risultati ai dirigenti generali proprio grazie al “lavoro nero” di tutti i regionali (A, B, C e D), che non si può, poi, tradurre in una reale valutazione nella performance e in ordini di servizio specifici con carichi di lavoro veritieri.
Denunciamo, quindi, l’inadeguatezza e l’arretratezza del sistema amministrativo regionale, a cominciare dal sistema classificatorio del personale che va riformato con un’immediata
riclassificazione e riqualificazione che vada verso il riconoscimento giuridico del lavoro effettivamente svolto, delle responsabilità e di compensi adeguati.
Ammoniamo, quindi, il presidente Musumeci e tutta la giunta regionale ad avviare subito una nuova fase: l’avvio di un tavolo politico-sindacale che consenta, in tempi certi e contingentati, di ridisegnare
l’amministrazione regionale resettando il sistema e facendo un intervento anche di natura legislativa che preveda una norma di prima applicazione per risolvere tutte le questioni aperte per il comparto
non dirigenziale e che chiuda definitivamente la vergognosa parentesi della dirigenza di terza fascia.
Nuovi concorsi e nuove assunzioni, in assenza di una manovra preventiva di reset della Regione, provocherebbero ulteriore inevitabile caos amministrativo e frustrazioni per chi da anni svolge
mansioni superiori ma viene condannato dalla politica ai margini dell’Amministrazione.
Ci appelliamo anche ai dirigenti generali, vecchi e nuovi, e a tutta la dirigenza affinché contribuiscano, manifestando loro stessi la necessità di dare visibilità al lavoro e alla professionalità dei lavoratori
invisibili che giornalmente senza clamori e spesso sottopagati reggono interi uffici, per dare una reale svolta all’azione della Regione esternando formalmente e finalmente il proprio disagio e malessere.
Stiamo vigilando anche sull’interesse mostrato da taluni politici, negli ultimi tempi, verso dipendenti regionali, che in questi mesi hanno frequentato assiduamente i gruppi parlamentari dell’ARS (magari
proponendo anche qualche candidato da “portare” alle europee) e hanno lavorato e lavorano nelle segreterie politiche e negli uffici di gabinetto degli assessori, ottenendo ad oggi soltanto che:
l’Amministrazione regionale è pronta a bandire i concorsi pubblici per assunzioni nei Centri per l’impiego “infischiandosene”, tanto per cominciare, di chi da più di 20 anni viene sfruttato, in nero,
negli uffici della Regione. Tutto ciò accade proprio con la condivisione degli stessi padrini politici e assessori di cui questi colleghi sono al servizio permanente effettivo considerato che l’unico obiettivo
che hanno raggiunto è stato di creare confusione e divisioni tra i colleghi. Diffidiamo, quindi, di fantomatici comitati in realtà solo propaggini della politica, che alimentano percorsi speculativi ma fallimentari che tentano di orientare i lavoratori contro le organizzazioni sindacali e strizzando, invece, l’occhio ai politici: una benevolenza nei confronti della politica quantomeno sospetta, considerato che è proprio l’inerzia della politica responsabile dell’attuale disastro.
Ci aspettiamo, quindi, che il governo Musumeci, nella sua interezza, recepisca questo monito come un appello costruttivo affinché si possa, finalmente, cambiare la Regione in questa fase in cui i siciliani hanno – ancor più di prima – bisogno di una Amministrazione regionale agile e che funzioni.