Come procede il lavoro della Commissione Sanità all’Ars? Ne abbiamo parlato con l’on. La Rocca Ruvolo

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Approvato ieri dall’Ars un disegno di legge sulla “normotermia ospedaliera”. Prima firmataria del ddl è stata l’On. Margherita La Rocca Ruvolo, Presidente della Commissione Sanità all’ARS nonché Sindaco del Comune di Montevago. L’abbiamo intervistata per fare il punto sia su questa importante novità che vede la Sicilia in prima linea che su tutto il lavoro della Commissione Sanità e, allo stesso tempo, ascoltare il suo punto di vista, come Sindaco, sulla pandemia che ci ha colpito in questi mesi. 

On. La Rocca Ruvolo, immaginiamo che, in questo periodo d’emergenza sanitaria, la Commissione da lei presieduta sia stata caricata di un lavoro notevole. Come avete gestito la fase emergenziale in Commissione?

In merito alla pandemia, dobbiamo dire che, pur avendo sotto controllo un territorio con una serie di problemi che potevano scatenarsi,  per  fortuna ciò non è accaduto. In primis, per la bravura di tutti. C’è stata infatti una grande collaborazione. Il piano messo in campo dall’assessore Razza ha funzionato, è stato  strutturato un piano anti-covid all’altezza della situazione. Le stringate ordinanze del Presidente della Regione hanno fortemente aiutato. Tutti  noi Sindaci, insieme alle Forze dell’Ordine, abbiamo fatto rispettare le norme. La paura del contagio poi ha fatto la sua parte. Ci sono stati insomma una serie di eventi concatenati che hanno permesso di tenere sotto controllo il fenomeno.  La politica ha fatto da supporto laddove serviva. Ognuno di noi ha portato le problematiche del territorio di provenienza. Finita questa fase,  come quando avviene un forte terremoto,  bisogna ricostruire e capire da dove ripartire.

In Sicilia, a mio parere, ci sono i margini per una ripresa immediata. La Sicilia ha sempre avuto la capacità di rialzarsi. I Siciliani sono persone con la schiena dritta. Non ci arrendiamo davanti alle difficoltà.  Per un certo verso – lo dico con grande rispetto –  abbiamo vissuto la pandemia un po’ da lontano, non in tutta la sua drammaticità.  C’è ovviamente un grande dolore per le vittime. E’ una grossissima perdita. Oggi, nella ripresa, il problema più grosso è evitare gli assembramenti. Diventa difficoltoso far capire che bisogna mantenere le precauzioni.

Adesso su cosa si lavora?

Aspettiamo il Piano Covid. L’assessore ci ha assicurato che,  a giorni, dovrebbe arrivare in Commissione per capire ci si sta organizzando sul lungo periodo: come verranno concepiti gli ospedali, quali reparti resteranno in piedi, quanti posti di terapia intensiva saranno dedicati al Covid, quali reparti saranno potenziati. Penso, ad esempio, ai reparti di pneumatologia o malattie infettive.

Bisogna essere molto accorti ma, allo stesso tempo, consentire al settore turistico, a quello enogastronomico, a quello culturale di ripartire. Ci sono poi  le attività commerciali  che hanno subito  una grande batosta. Devo ammettere che le risorse nazionali di cui tanto si è parlato, di fatto, tra la gente,  non le vedo transitare. Ora siamo tutti in attesa dei decreti attuativi. Ci auguriamo che arrivino presto per capire quali sono le risorse e come la gente può attingervi. C’è poi il settore agricolo la cui perdita ancora non è visibile. Ci sono problemi grossi da non sottovalutare.

Come ha risposto la cittadinanza di Montevago alle restrizioni?

Benissimo. la gente è rimasta a casa. Se uscivano, lo facevano uno alla volta e con le mascherine.  In quei giorni di marzo, siamo tornati al nostro comun denominatore: l’ umanità.  Monevago non ha registrato alcun caso: probabilmente questo, una volta avviata la riapertura, ha incoraggiato la gente. Le precauzioni continuano ad essere rispettate nei negozi e nelle varie attività ma, in questa fase, vedo assenza di responsabilità da parte dei giovani.

C’è un  disegno di legge sulla normotermia, di cui lei è prima firmataria, che ieri è stato votato dall’ARS. Di cosa si tratta?

Siamo la prima Regione italiana che lo ha fatto,  raccogliendo così l’invito dalla Società Italiana di Anestesisti e Rianimatori. E’ una norma che recepisce quello che la scienza ci dice e con il quale affrontiamo il problema delle infezioni ospedaliere. Il corpo dovrebbe mantenere la giusta temperatura sia in sala operatoria che in degenza. In sala operatoria, ci dovrebbero essere temperature molto basse ma purtroppo questo non sempre avviene a causa di vari motivi. L’assenza della giusta temperatura può creare  danni agevolando infezioni.  La nuova norma prevede un protocollo che dovrà essere attuato in ogni ospedale. Ci   saranno anche dei responsabili che dovranno verificarne la reale applicazione. Abbiamo messo ordine con una norma che finora non c’era. Ringrazio i colleghi che hanno condiviso all’unanimità questo progetto.

Ci sono altri  aspetti su cui state lavorando?

La Commissione ha lavorato a parecchi disegni di legge. Alcuni siamo riusciti a portarli in votazione, altri no. C’è, ad esempio, un disegno di legge sul gioco d’azzardo che è in Commissione Bilancio da tanto tempo. Una battaglia che farò sarà per portare in aula questo disegno di legge sulla ludopatia.

Un altro disegno di legge di cui sono co-firmataria affronta il problema della violenza di genere. La Commissione Bilancio ha dato il via libera e su questo c’è un grande consenso. Se tutto va bene, la settimana prossima dovrebbe essere votata.

Quali sono state le ripercussioni della pandemia nel territorio di Montevago?

Oltre che per il settore agricolo, Montevago è nota anche per le terme.  Come tutte le località attrattive, queste hanno risentito fortemente del blocco. La stagione doveva cominciare già ad aprile. Al termalismo è legato anche l’indotto. C’è poi tutta la piccola  e media imprenditoria che ha risentito ovviamente della situazione. Anche perché le tasse sono state rimandate ma non sono state annullate. C’è poi il settore agricolo: gli imprenditori agricoli hanno lavorato ma c’è da vedere come andrà il mercato.

Il Comune di Montevago ha detto no ad un progetto per attività industriale….

Una multinazionale che lavora il polietilene voleva allocare la propria produzione in un terreno agricolo adiacente alle terme, quasi sul fiume. Ci era stato chiesto di modificare la destinazione urbanistica da agricola ad industriale.  Qui si pone una questione innanzitutto di tutela della salute e dell’ambiente. La plastica è l’acerrimo nemico di questo pianeta. Avendone necessità la usiamo ma non vuol dire che non dobbiamo considerare i danni collegati alla produzione. Lì parliamo di un terreno non solo a vocazione agricola ma anche termale e turistica. La Sovrintendenza vi ha posto una tutela ambientale di livello 2 e 3. Non era  dunque una questione che riguardava solo il Comune. Noi abbiamo posto il primo ostacolo ma poi ne sarebbero sorti altri da parte della Sovrintendenza, della Commissione Via – Vas per l’impatto ambientale, dell’Assessorato Territorio – Ambiente che avrebbe dovuto dare i relativi permessi.  Poi c’è stato un sequestro preventivo da parte della Procura della Repubblica che ha accelerato ulteriormente la chiusura di un’attività che non poteva funzionare senza permessi.